Dormire per crescere, il sonno costruisce il futuro: i pediatri lanciano il nuovo vodcast per i genitori
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Il sonno, quello che per un adulto rappresenta spesso un lusso o un momento di rigenerazione, per i più piccoli assume i contorni di un vero e proprio pilastro portante dello sviluppo, una sorta di architrave su cui si costruisce il benessere psicofisico futuro. Se n’è parlato nell’ultimo episodio del vodcast ‘Le 6 A – La salute si costruisce da piccoli’, un'iniziativa realizzata da Adnkronos in collaborazione con la Società italiana di pediatria, online in queste ore sulle principali piattaforme di streaming come YouTube e Spotify, oltre che nella sezione podcast del sito dell'agenzia di stampa. L’appuntamento, che porta la firma degli esperti della Sip, affronta il tema delicato e spesso fonte di ansia per neogenitori: le abitudini del sonno, e lo fa con l’obiettivo di fornire non solo dati, ma anche strumenti pratici per interpretare e gestire i ritmi dei propri figli -4.
Il sonno del neonato, va detto, è una delle principali preoccupazioni nelle famiglie con bimbi di pochi mesi, un fenomeno che incide profondamente sui ritmi domestici e sulla qualità della vita degli adulti. Un neonato, fisiologicamente, dorme in media dalle sedici alle venti ore sulle ventiquattro, un dato che può variare sensibilmente da individuo a individuo. Man mano che il piccolo cresce, le ore di sonno tendono a consolidarsi: dal primo mese fino all’anno di età, il riposo rimane preponderante, arrivando a toccare anche le nove ore per notte. È tra i sei e i dodici mesi che si assiste a un cambiamento significativo, quando il bimbo inizia a distinguere il buio dalla luce e le ore notturne si allungano, arrivando anche a dodici ore, mentre durante il giorno si alternano ancora due o tre sonnellini. La preoccupazione dei genitori, spesso, è amplificata dai risvegli frequenti e dalle poppate notturne che interrompono il sonno di mamma e papà, generando un senso di stanchezza cronica durante le ore diurne che può minare la serenità familiare -2-10.
Eppure, ridurre il sonno a mero momento di pausa sarebbe un errore madornale. I pediatri, nel corso del vodcast, sottolineano con forza come il riposo non sia un semplice intervallo passivo, ma un processo attivo, fondamentale per la crescita neurologica e fisica. Durante il sonno profondo, infatti, si verifica la secrezione dell’ormone della crescita, una sostanza indispensabile per lo sviluppo armonico di ossa e tessuti. Non solo: è nella fase REM, quella caratterizzata da movimenti oculari rapidi, che il cervello del bambino elabora gli stimoli e le informazioni accumulate durante la veglia, consolidando la memoria e favorendo i processi di apprendimento. Dormire bene, insomma, significa gettare le basi per un futuro di salute, un concetto che gli specialisti ribadiscono con forza per contrastare la tendenza, sempre più diffusa, a sottovalutare le ore di riposo anche in età evolutiva -2-6.
I disturbi del sonno non sono un'esclusiva degli adulti, neanche tra i bambini e gli adolescenti
Se si tende a pensare che l’insonnia o i risvegli problematici siano un appannaggio quasi esclusivo della popolazione adulta, i dati raccontano una realtà ben diversa e allarmante. I disturbi del sonno colpiscono trasversalmente anche i più giovani, con percentuali che fanno riflettere: si stima che circa un bambino su quattro al di sotto dei cinque anni presenti problematiche legate al riposo, con conseguenze che si riverberano sul benessere psicofisico generale, sulla crescita ponderale e sulle capacità di apprendimento scolastico -3-7. Le ripercussioni non sono banali: un sonno insufficiente o di cattiva qualità può tradursi in irritabilità, iperattività, difficoltà di concentrazione e, nei casi più complessi, in un calo del rendimento scolastico o in disturbi dell'umore. E il fenomeno, lungi dall’essere in diminuzione, sembra aggravato dall’uso pervasivo della tecnologia e degli schermi, che alterano la produzione di melatonina e ritardano l’addormentamento, creando un circolo vizioso difficile da spezzare soprattutto tra i preadolescenti e gli adolescenti -1-7.
Attività motoria, l'alleata silenziosa del riposo e dello sviluppo psico-relazionale
All’interno del progetto ‘Le 6 A’, un focus particolare è dedicato anche a un altro pilastro della salute infantile, ossia l’attività motoria, argomento trattato in un precedente episodio del vodcast. Il movimento, spiegano gli specialisti, è fondamentale non solo per contrastare il crescente fenomeno dell'obesità infantile, con tutte le complicanze metaboliche che ne derivano, ma gioca un ruolo cruciale nello sviluppo psicologico e nelle dinamiche relazionali del bambino. L'invito, per i genitori, è quello di seguire le tappe evolutive dei figli partendo dal gioco spontaneo e dalla motricità libera, rispettando le inclinazioni personali di ciascuno senza forzature. Un bambino che si muove, che corre e che gioca all’aperto, infatti, non solo scarica energie, ma costruisce relazioni, impara a conoscere il proprio e, non ultimo, arriva alla sera con una stanchezza fisiologica che favorisce un addormentamento naturale e un sonno più profondo e ristoratore. Il movimento, in sostanza, si configura come un complemento indispensabile a una corretta igiene del sonno, in un'ottica di prevenzione e di promozione della salute a tutto tondo -4.




