Il sonno dei bambini, un pilastro per la crescita: dai neonati agli adolescenti, i consigli dei pediatri tra routine e orari scolastici

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il sonno rappresenta un elemento fondamentale nello sviluppo psicofisico dei più piccoli, un'attività fisiologica complessa che incide non solo sulla crescita ponderale ma anche sui processi di maturazione neurologica e consolidamento della memoria. Se ne è parlato approfonditamente nel nuovo episodio del vodcast ‘Le 6 A – La salute si costruisce da piccoli’, un'iniziativa realizzata da Adnkronos in collaborazione con la Società italiana di pediatria (Sip), dedicato in particolare alle ‘Abitudini del sonno’ e ai consigli per favorire questo aspetto cruciale fin dai primi istanti di vita. Durante i primi mesi, un neonato dorme in media dalle sedici alle venti ore nell'arco delle ventiquattro, un periodo in cui il sonno è polifasico e non segue ancora il ritmo circadiano basato sull'alternanza di luce e buio. Dal primo mese fino al compimento dell'anno, le ore di riposo notturno aumentano progressivamente, arrivando anche a nove ore consecutive: tra i sei e i dodici mesi, il piccolo può dormire fino a dodici ore per notte, pur mantenendo due o tre sonnellini durante il giorno. I frequenti risvegli e le poppate notturne, che inevitabilmente incidono sui ritmi familiari, rappresentano una delle principali preoccupazioni per i genitori; tuttavia, si tratta di una fase transitoria che richiede approcci graduali e soprattutto sicuri -5-8.

Ambiente e posizione corretta per un riposo sicuro

La qualità del sonno, per i lattanti, è intrinsecamente legata alla sicurezza dell'ambiente in cui dormono. Le raccomandazioni degli esperti sono univoche nell'indicare la posizione supina come l'unica da privilegiare per ridurre il rischio di Sids, la sindrome della morte improvvisa del lattante, ed è altresì consigliato che il neonato dorma nella stessa stanza dei genitori, almeno per i primi sei mesi di vita, ma nel suo lettino o in una culla separata -1-3. La superficie deve essere rigida e piana, priva di cuscini, coperte pesanti, paracolpi o giocattoli che potrebbero accidentalmente ostruire le vie respiratorie; la temperatura della stanza, inoltre, dovrebbe mantenersi intorno ai 18-20 gradi. A mano a mano che il bambino cresce e comincia a percepire la differenza tra il buio e la luce, si possono introdurre piccole routine che favoriscano l'addormentamento, come un bagnetto caldo, una ninna nanna o l'utilizzo di un ciuccio, elemento che alcuni studi correlano a una riduzione del rischio di Sids, sempre prestando attenzione a non legarlo a cordoni o catenine -1-8.

L'importanza dell'attività motoria diurna

Parallelamente alle corrette abitudini del sonno, un altro pilastro per la salute dei bambini è l'attività motoria, argomento centrale in un altro episodio del vodcast della Sip, intitolato ‘A di attività motoria’. Gli specialisti sottolineano come il movimento non sia importante solo sotto il profilo della salute fisica, per prevenire condizioni come l'obesità e il sovrappeso con tutte le complicanze metaboliche che ne derivano, ma giochi un ruolo decisivo anche nello sviluppo psicologico e nelle dinamiche relazionali del bambino. Seguire le tappe evolutive, partendo dal gioco come forma primaria di motricità, e rispettare le inclinazioni personali del piccolo aiuta a costruire una base solida per uno stile di vita attivo che si protrarrà nell'adolescenza e nell'età adulta, influenzando positivamente anche la qualità del riposo notturno -5.

Adolescenza e ritmi scolastici: la questione dell'orario d'ingresso

Con l'ingresso nell'adolescenza, il fabbisogno di sonno non diminuisce in maniera drastica, ma si modifica profondamente la struttura del ritmo circadiano. Durante questa fase della vita, l'orologio biologico tende a posticipare fisiologicamente il momento in cui ci si addormenta, portando i ragazzi a essere più attivi nelle ore serali e a faticare a prendere sonno presto. Questo meccanismo si scontra spesso con la rigidità degli orari scolastici, che impongono un risveglio precoce con conseguente accumulo di debito di sonno. Una ricerca condotta dall'Università di Zurigo e dall'Ospedale pediatrico di Zurigo, prendendo a modello un istituto scolastico di Gossau che offre orari flessibili, ha analizzato gli effetti del posticipo dell'ingresso a scuola su un campione di studenti con un'età media di quattordici anni -2. I risultati, pubblicati sul ‘Journal of Adolescent Health’, hanno evidenziato che il novantacinque per cento degli allievi, quando messo di fronte alla possibilità di scegliere, opta per iniziare alle otto e trenta invece che alle sette e trenta; questa scelta consente loro di svegliarsi quaranta minuti più tardi, e poiché l'orario in cui vanno a letto la sera non subisce variazioni, i ragazzi dormono in media quarantacinque minuti in più. Un sonno più lungo si traduce in una riduzione dei problemi di addormentamento e in una maggiore facilità nell'assimilazione di materie complesse come la matematica, dimostrando come un adattamento dell'istituzione scolastica alle esigenze fisiologiche degli studenti possa avere un impatto misurabile sul benessere e sul rendimento -2.

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