Forte terremoto in Cile, evacuazioni dopo l'allerta tsunami: onde fino a 3 metri
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Redazione Esteri
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Un sisma di magnitudo 7.5 ha scosso stamattina la regione di Magallanes, nell'estremo sud del Cile, vicino al confine con l'Argentina, provocando il panico e l'immediata attivazione dei protocolli di emergenza. L'epicentro, localizzato a 218 chilometri a sud di Puerto Williams, sull'isola di Navarino, è stato registrato alle 8:58 ora locale a una profondità di soli 10 chilometri, come confermato dal Centro Sismologico Nazionale cileno. Data l'intensità del terremoto e la vicinanza alla costa, le autorità hanno diramato senza esitazione un'allerta tsunami, temendo onde anomale alte fino a tre metri.
Nelle ore successive, i video diffusi sui social hanno mostrato scene di evacuazione caotica, con le sirene d'allarme che risuonavano lungo le zone costiere mentre la popolazione cercava rifugio nell'entroterra. A Punta Arenas, città strategica affacciata sullo Stretto di Magellano, le strade si sono rapidamente riempite di auto e pedoni in fuga, mentre i soccorritori coordinavano le operazioni per evitare ingorghi e garantire un deflusso ordinato. "Non c'è tempo da perdere", ha ripetuto più volte la Protezione Civile (Senapred), esortando chiunque si trovasse entro i 500 metri dalla riva ad abbandonare immediatamente l'area.
L'allerta, tuttavia, è stata parzialmente rientrata nel primo pomeriggio, anche se le autorità hanno mantenuto lo stato di precauzione, vietando l'avvicinamento alle spiagge e alle zone portuali. "Non possiamo escludere oscillazioni anomale del mare", ha precisato un portavoce del Senapred, sottolineando che il pericolo, seppur ridotto, persisteva. Intanto, i team di geologi e oceanografi continuavano a monitorare i dati delle boe sismiche, per valutare eventuali cambiamenti nella dinamica delle correnti.




