Morbillo, primi decessi del 2026 in Pennsylvania: due vittime non vaccinate dopo 35 anni

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Due persone non vaccinate sono morte di morbillo in Pennsylvania, segnando i primi decessi attribuiti alla malattia negli Stati Uniti nel corso del 2026. L'annuncio, diffuso dal Dipartimento della Salute della Pennsylvania, ha confermato che si tratta dei primi decessi nello Stato federale da 35 anni a questa parte, un'evenienza che richiama alla memoria un'era che si riteneva ormai superata grazie alla diffusione dei vaccini, e che invece si ripropone in un contesto epidemiologico profondamente mutato rispetto al passato.

Le vittime, residenti nella contea di Lancaster, erano entrambe prive di copertura vaccinale e la loro scomparsa riporta l'attenzione su una malattia che, nonostante fosse stata dichiarata eliminata dagli Stati Uniti nel lontano 2000, sta conoscendo una preoccupante recrudescenza su scala nazionale.

I numeri di un'epidemia in crescita

L'ondata di contagi che sta interessando il Paese ha assunto dimensioni notevoli, tanto che i dati diffusi dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) parlano chiaro: al 20 agosto 2026, i casi confermati avevano già raggiunto quota 2.777 in 47 Stati, un numero che supera i 2.288 dell'intero 2025 e che si avvicina pericolosamente ai picchi epidemici registrati oltre trent'anni fa.

L'aggiornamento previsto per il 28 agosto è stato rinviato, ma le rilevazioni a livello statale confermano un incremento costante, con la Pennsylvania che da sola ha totalizzato 393 casi confermati dall'inizio dell'anno, di cui circa la metà concentrati proprio nella contea di Lancaster, dove il tasso di vaccinazione tra i bambini sotto i sei anni si attesta all'85%, ben al di sotto della soglia del 95% raccomandata dai CDC per garantire la cosiddetta immunità di gregge e arginare efficacemente la diffusione del virus.

Vaccinazioni in calo e ritorno del virus

La recrudescenza del morbillo in territorio statunitense è strettamente legata a un fenomeno più ampio, ovvero il progressivo e costante calo delle coperture vaccinali tra la popolazione pediatrica, una tendenza iniziata con la pandemia e che nell'anno scolastico 2025-2026 ha subito un ulteriore decremento dello 0,1% tra i bambini della scuola materna.

Questo dato, apparentemente minimo, assume un peso specifico enorme se contestualizzato in un quadro nazionale dove la copertura complessiva per il morbillo si attesta intorno al 92%, e dove il 93% dei casi registrati riguarda persone non vaccinate o con stato vaccinale sconosciuto, a dimostrazione di come il virus trovi terreno fertile laddove le difese immunitarie collettive si assottigliano.

La situazione è aggravata da focolai significativi in altri Stati, come quello della Carolina del Sud, che ha segnalato quasi mille casi in un'epidemia durata sei mesi, e dall'aumento delle esenzioni dai vaccini obbligatori per l'iscrizione scolastica, un fenomeno che prefigura uno scenario di ulteriore diffusione del contagio, specie tra i più giovani.

Il dibattito sulla causalità dei decessi

I due decessi avvenuti in Pennsylvania, sebbene siano i primi del 2026 e i primi nello Stato dopo 35 anni, hanno immediatamente acceso un acceso dibattito sulla loro effettiva attribuzione al morbillo, in particolare per quanto riguarda uno dei casi, quello di un neonato deceduto poco dopo la nascita.

Secondo quanto riportato dal medico legale della contea di Lancaster, Stephen Diamantoni, l'autopsia avrebbe rilevato la presenza del virus nei tessuti polmonari del bambino, ma la causa immediata del decesso sarebbe stata attribuita a una lacerazione della milza, un evento estremamente raro ma che, come hanno spiegato esperti come il pediatra Paul Offit del Children's Hospital of Philadelphia, può essere associato a un ingrossamento dell'organo provocato dall'infezione virale.

Le autorità sanitarie della Pennsylvania hanno precisato che la definizione di "decesso associato al morbillo", utilizzata per entrambe le vittime, indica la presenza accertata dell'infezione come fattore concorrente, anche se non necessariamente come causa unica e diretta, mentre il governatore Josh Shapiro ha difeso la posizione ufficiale innescando una polemica politica con il segretario alla Salute Usa Robert F. Kennedy Jr., che ha invece parlato di dati "fabbricati".

Le risposte delle istituzioni sanitarie

Di fronte all'emergenza, le istituzioni sanitarie federali e statali hanno ribadito con forza l'importanza della vaccinazione come strumento di prevenzione primaria, richiamando la popolazione a completare il ciclo vaccinale con due dosi di MMR. Il nuovo direttore ad interim dei CDC, Jay Bhattacharya, ha invitato gli americani a vaccinarsi, definendo l'immunizzazione la protezione più efficace contro una malattia che, come ricordato dal Dipartimento della Salute della Pennsylvania, è stata a lungo dimenticata proprio grazie ai successi della vaccinazione di massa.

La copertura vaccinale è quindi al centro delle strategie per contrastare il ritorno di un virus che, in un Paese industrializzato come gli Stati Uniti, ha un tasso di letalità stimato in circa un decesso ogni mille casi, un dato che rende i recenti avvenimenti non solo un campanello d'allarme, ma anche il tragico epilogo di una catena di eventi che gli esperti avevano previsto.

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