M5S, i venti punti di Nova: dal reddito di cittadinanza 2.0 alla settimana corta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Venti punti, suddivisi per grandi blocchi programmatici, sono il risultato del percorso partecipativo che il Movimento 5 Stelle ha chiuso a Milano con l'evento Nova. Il documento uscito dal World Join Center è destinato al tavolo della coalizione progressista e mette insieme le storiche battaglie del partito con alcune proposte nuove: dal ritorno di una forma di reddito di cittadinanza a una rimodulazione dell'orario di lavoro.

Il percorso partecipativo

La due giorni milanese è stata l'ultima tappa di un processo iniziato nella primavera del 2026 con centocinque appuntamenti territoriali, distribuiti in tutte le province italiane. In quelle occasioni, attraverso il metodo dell'Open Space Technology, migliaia di cittadini hanno risposto a una domanda comune: cosa deve fare il governo della coalizione progressista nei prossimi cinque anni per cambiare concretamente la vita delle italiane e degli italiani.

Da quel confronto sono emersi centinaia di temi e proposte, poi lavorati da trecento persone chiamate a produrre raccomandazioni chiare e utilizzabili. Il passaggio finale è stato il voto degli iscritti sui venti paragrafi del programma, a loro volta suddivisi in centocinquantanove quesiti specifici. Secondo i dati diffusi al termine delle votazioni, hanno partecipato in quarantacinquemilatrecentoquaranta, esprimendo oltre sei milioni di preferenze, e tutte le proposte sottoposte al vaglio hanno ricevuto il via libera.

La linea sulla politica estera

Il punto che ha catalizzato maggiore attenzione è il diciassettesimo, intitolato «L'Italia ripudia la guerra». La formula adottata sostiene che continuare a inviare armi significa allontanare la pace, indicando la necessità di una svolta negoziale nel conflitto in Ucraina. Il testo ha ottenuto il 91,7 per cento dei consensi, con il no al piano di riarmo europeo fermo al 94,1 per cento e quello all'aumento della spesa per la difesa al 91,8.

Più ampio il margine per il primato del diritto internazionale, che ha raccolto il 98,3 per cento dei sì, e per la richiesta di una conferenza internazionale sul riconoscimento dello Stato di Palestina, sostenuta dal 97,9 per cento dei votanti. In un intervento pubblico, il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi ha affermato che «continuare a inviare armi allontana la pace», mentre il referente regionale del network giovani del Friuli Venezia Giulia, Francesco Spanghero, ha definito il riarmo e le forniture militari a Kiev temi non negoziabili per la coalizione.

Lavoro, welfare e giustizia

Sul fronte interno, il documento prevede un salario minimo legale indicizzato e una riduzione dell'orario di lavoro a parità di stipendio, accompagnata da misure su smart working e diritto alla disconnessione. Torna anche una versione aggiornata del reddito di cittadinanza, ribattezzata reddito 2.0, che va a rimodulare l'attuale assegno di inclusione. Il capitolo sulla giustizia contiene invece l'impegno ad abolire la norma che ha abrogato il reato di abuso d'ufficio, a cancellare la cosiddetta legge bavaglio e a eliminare le limitazioni agli strumenti investigativi e alle intercettazioni.

Nel suo discorso di chiusura, il presidente del Movimento ha elencato quelli che ha definito i punti da cancellare in caso di vittoria elettorale: «No al riarmo, no ad accordi militari e commerciali con Israele, dobbiamo abolire la norma che ha abrogato l'abuso d'ufficio». Ha poi aggiunto che serve «una rivoluzione, pacifica, ma una rivoluzione», precisando che «siamo costretti a essere radicali, non c'è possibilità di compromesso».

Le reazioni e il nodo delle primarie

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha commentato l'esito del voto dichiarando di aver guardato con attenzione ciò che è emerso e di avervi ritrovato molte cose condivisibili, se non sovrapponibili, aggiungendo che su quelle su cui non c'è già accordo si discuterà. Quanto alla scelta della leadership, la leader dem ha ribadito che guida chi ha più consenso oppure si faranno le primarie, ma prima serve il programma comune.

Nelle stesse ore, il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, ha definito solida l'alleanza tra Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, sostenendo che chi cerca di alimentare divisioni finisce soltanto per fare un favore alla destra e indicando nel programma condiviso il punto centrale dell'intesa. Alla chiusura dei lavori, il leader pentastellato ha parlato di un mandato chiaro ricevuto dalla base, affermando che non si sottrarrà e che quando il progetto del programma condiviso sarà completato si porrà anche il tema delle primarie.

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