M5S, il programma di Nova: stop armi a Kiev, Reddito 2.0 e stretta sugli extraprofitti
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Redazione Interno
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Venti punti programmatici, un mandato politico netto e una platea di militanti che ha risposto in massa. La kermesse Nova, conclusasi domenica 20 settembre al World Join Center di Milano, ha consegnato a Giuseppe Conte una piattaforma negoziale da portare al tavolo della coalizione progressista, con l'obiettivo dichiarato di costruire un'alternativa all'esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Il documento, votato dagli iscritti attraverso 159 quesiti complessivi, mette insieme alcune storiche battaglie del Movimento Cinque Stelle e proposte nuove, delineando i confini di un possibile programma comune con il Partito Democratico e le altre forze di opposizione.
La consultazione ha coinvolto 45.340 iscritti, pari al 42 per cento dei 106.829 aventi diritto, per un totale di oltre sei milioni di voti espressi. Tutti e venti i paragrafi sottoposti al giudizio della base hanno ricevuto il via libera, con percentuali che in alcuni casi hanno superato il 98 per cento delle preferenze. Il dato sull'invio di armi all'Ucraina, pur plebiscitario, rappresenta il risultato più basso tra quelli registrati sui temi di politica estera: il 91,7 per cento dei votanti si è espresso contro la prosecuzione delle forniture militari a Kiev.
Ancora più netto il consenso su altre posizioni internazionali: il 94,1 per cento ha respinto il piano di riarmo europeo, il 91,8 per cento ha bocciato l'aumento delle spese per la difesa, mentre il 98,3 per cento ha chiesto il primato del diritto internazionale e il 97,9 per cento ha sostenuto una conferenza per il riconoscimento dello Stato palestinese.
Il punto 17 del documento, intitolato "L'Italia ripudia la guerra", contiene la posizione ufficiale del Movimento sul conflitto in corso: "Continuare a inviare armi significa allontanare la pace". Una formula che Conte ha rivendicato come mandato forte e chiaro per sedersi al tavolo delle trattative con gli alleati, senza però porre aut aut formali al Partito Democratico.
Elly Schlein, segretaria dem, ha replicato da Parma a margine del Festival di Open, ribadendo che "fino a che non c'è una pace giusta è giusto sostenere un Paese che subisce un'invasione" e assicurando che il confronto sul programma comune porterà a un compromesso. La leader democratica ha sottolineato la necessità di una "responsabilità condivisa" per mandare a casa quelle che ha definito destre responsabili di un fallimento economico e sociale.
Sul fronte del lavoro e del welfare, il programma approvato prevede il salario minimo legale indicizzato, la riduzione dell'orario lavorativo a parità di stipendio e il ritorno di una forma di sostegno al reddito ribattezzata Reddito 2.0. La misura, che nelle intenzioni dei proponenti non rappresenta un doppione dell'Assegno di Inclusione, punta a colmare le lacune del sistema attuale attraverso la revisione integrale dell'Adi e del Supporto per la Formazione e il Lavoro, legando l'erogazione del beneficio a percorsi di formazione, orientamento o tirocini.
Il documento include inoltre il ripristino dell'abuso d'ufficio, il rafforzamento delle intercettazioni e il superamento delle norme che, secondo Conte, limitano i controlli sulla politica. La patrimoniale, presente nelle prime bozze, è stata eliminata dai venti punti definitivi.
Il programma di Nova arriva a pochi mesi da una tornata elettorale amministrativa che ha già mostrato la complessità del rapporto tra i due principali partiti di opposizione. Lo scorso maggio, quasi sette milioni di elettori sono stati chiamati alle urne in 894 comuni, con quindici capoluoghi al voto nelle regioni a statuto ordinario, tra cui Venezia, Mantova, Prato, Chieti, Avellino, Salerno e Reggio Calabria, e tre nelle regioni a statuto speciale: Messina, Enna e Agrigento
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