Bologna, la finale di coppa Italia e il sogno rossoblù
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Redazione Sport
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Vincenzo Italiano, seduto davanti ai giornalisti nella sala stampa dell’Olimpico, ha parlato con la calma di chi sa che il momento è arrivato. Domani sera, il Bologna affronterà il Milan nella finale di Coppa Italia, una partita che, a prescindere dall’esito, segna già un traguardo storico per una squadra che, negli ultimi anni, ha saputo costruire qualcosa di solido. «Non era in programma che fossimo qui», ha ammesso il tecnico, sottolineando come il percorso sia stato «superlativo». Eppure, ora che ci sono, l’obiettivo è chiaro: regalare a Bologna un trofeo che manca dal lontano 1974.
La crescita del club, che parte dall’arrivo del presidente Joey Saputo e passa attraverso le stagioni di Sinisa Mihajlović, ha trovato un’ulteriore accelerazione con Italiano. L’anno scorso, la qualificazione in Champions League; oggi, l’approdo in finale. «Il merito è di tutti», ha aggiunto il mister, ricordando però le tre finali perse con la Fiorentina. Esperienze che, se da un lato pesano, dall’altro servono a ricordare che «regalare emozioni è già una vittoria».
In città, intanto, l’atmosfera è elettrica. «La luce nelle persone è diversa da qualche anno fa», confida una donna intervistata per strada, mentre un barbiere, con la saggezza di chi ha visto tante stagioni andare e venire, commenta: «Questa è irripetibile». I tifosi, dopo anni di sofferenze, assaporano ogni attimo, consapevoli che domani potrebbe essere la svolta.




