Ryanair riduce i voli a Roma: O'Leary condanna il caro-tasse e gli ostacoli gestionali

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Ryanair annuncia una contrazione della propria operatività negli aeroporti di Roma per la prossima stagione invernale. La decisione, sebbene numericamente contenuta (un aereo in meno a Fiumicino, da 17 a 16), segnala una crescente tensione tra il principale vettore low cost europeo e le autorità che gestiscono la mobilità aerea nella capitale. Il gruppo attribuisce questo arretramento non a dinamiche di mercato, ma a precise scelte di politica tariffaria e gestionale da esso definite "dannose" e "eccessive".

Le ragioni del ritiro di Ryanair da Roma

Michael O’Leary, amministratore delegato del gruppo, ha identificato tre ostacoli principali. Il primo è il "limite artificiale" dei voli giornalieri a Ciampino, fissato a 65 operazioni al giorno, che blocca qualsiasi piano di espansione. A ciò si aggiunge l’aumento delle tariffe aeroportuali applicate da Aeroporti di Roma, giudicato "ben superiore al tasso d’inflazione". Il terzo e più contestato argomento è l’incremento dell’addizionale municipale negli scali romani, deciso dal Governo, che O’Leary definisce già di per sé troppo onerosa.

Le previsioni di O’Leary sul mercato aereo europeo

La strategia comunicativa di O’Leary allarga lo sguardo al panorama europeo. Dopo i recenti fallimenti di alcune compagnie, prevede che "altre piccole e medie compagnie chiuderanno i battenti entro il prossimo Natale", tracciando uno scenario di consolidamento forzato del settore.

Il futuro dei competitor: EasyJet e Wizz Air sotto accusa

Le sue previsioni si fanno particolarmente dure verso i diretti concorrenti. EasyJet, secondo la sua analisi, sarebbe destinata a essere "smembrata". Su Wizz Air si abbatte la critica più feroce, definita senza mezzi termini un'operazione senza futuro e paragonata a uno "schema Ponzi". O’Leary ritiene che per la compagnia ungherese l’esito inevitabile sia un’acquisizione, lasciando intendere come il mercato si stia avviando verso una fase di duopolio dominata da Ryanair e da un altro grande gruppo.

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