Cipollone (Bce): «Contante in calo e dipendenza dai circuiti non europei»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il declino del contante, insomma, non è più soltanto una tendenza sociologica ma un dato strutturale che interroga la sovranità economica del continente. Secondo le ultime rilevazioni presentate da Piero Cipollone, membro del consiglio esecutivo della Bce, durante un intervento tenuto a Riga – l’occasione è stata fornita da un evento congiunto tra la scuola di economia di Stoccolma e la banca centrale lettone – l’uso del denaro fisico nell’area euro ha subito una contrazione rapidissima. Basti pensare che nel 2019 le transazioni quotidiane regolate in contanti rappresentavano ancora il 68% del totale; una percentuale scesa al 40% nel 2025. E se si guarda al valore complessivo delle transazioni, il crollo appare persino più marcato: dal 40% al 24% nello stesso arco temporale.

Una vulnerabilità strategica chiamata Visa e Mastercard

Ciò che preoccupa i vertici dell’Eurotower, però, non è tanto l’abbandono delle banconote quanto ciò che prende il loro posto. Cipollone ha messo il dito nella piaga: due terzi delle transazioni con carta effettuate nell’area euro seguono regole commerciali dettate da società non europee. Un dato che si fa ancora più severo se si analizza la geografia dei pagamenti nei negozi fisici, dove due terzi dei Paesi dell’euro dipendono interamente da circuiti internazionali. Una dipendenza che, inevitabilmente, finisce per tradursi in costi più alti per consumatori e imprese, i quali non possono fare altro che adeguarsi a prezzi e pratiche stabilite al di fuori dei confini comunitari.

L’euro digitale e lo stallo politico a Bruxelles

La risposta della Bce a questa asfissia strategica è nota: l’euro digitale, concepito proprio per offrire un’alternativa pubblica ai colossi come Visa e Mastercard. Eppure, nonostante l’urgenza, il progetto arranca tra le maglie della burocrazia europea. Le divisioni politiche a Bruxelles restano profonde, così come resistono gli interessi costituiti del settore bancario tradizionale, che vede con sospetto un potenziale concorrente pubblico nella gestione dei depositi e dei pagamenti. Intanto, a fine marzo, la Bce ha pubblicato una nuova strategia complessiva sui pagamenti: un piano che allarga il raggio d’azione rispetto al passato, includendo non solo le transazioni al dettaglio ma anche quelle wholesale, business-to-business e transfrontaliere.

Tecnologia, tokenizzazione e il ruolo della banca centrale

La strategia, va detto, non ignora l’impatto delle nuove tecnologie. Al contrario, tiene conto della diffusione progressiva di strumenti come la tokenizzazione e la distributed ledger technology, cercando di favorire l’innovazione senza però rinunciare al ruolo centrale del denaro della banca centrale come ancora di fiducia e stabilità. In un contesto in cui Donald Trump è di nuovo presidente degli Stati Uniti – e con lui tornano alla ribalta politiche economiche aggressive – l’indipendenza europea passa anche e soprattutto da un sistema di pagamento autonomo. Senza il quale, avverte Cipollone, si rischia di restare ostaggi di logiche altrui.

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