Rai, il fuorionda nel bob a 4: «Evitiamo l'equipaggio dell'israeliano». Poi le scuse dei telecronisti e dell'azienda

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dall'incompetenza in onda durante la Cerimonia di Apertura che è costata il posto al direttore Paolo Petrecca a una tremenda gaffe fuorionda, di cui si sta cercando il responsabile, RaiSport rimane nella bufera. Sabato mattina, durante la prima manche delle gare di bob a 4 su Rai 2, a inizio collegamento della diretta prima che il telecronista introducesse la gara si è sentita una voce dire: «Evitiamo l'equipaggio numero 21, che è quello dell'israeliano». A quella frase, pronunciata evidentemente da qualcuno della regia o della redazione mentre si preparava l'ingresso in onda, ne è seguito un frammento, «no perché...», subito interrotto dall'avvio della telecronaca vera e propria. Un dialogo che chiunque può avere in un ufficio, ma che in questo caso è finito in diretta sulla rete ammiraglia per lo sport invernale, sollevando un polverone che ha travolto la neonata gestione di Marco Lollobrigida -1-5-8.

Lollobrigida e le scuse formali per un'espressione «inaccettabile»

A due giorni dall’insediamento, il nuovo corso di RaiSport guidato da Lollobrigida – subentrato dopo le dimissioni di Petrecca seguite alle critiche per la telecronaca della Cerimonia di Apertura – si è trovato a dover gestire una figuraccia che richiama immediatamente alla mente i problemi del passato -7-9. La replica del direttore ad interim è stata tempestiva e istituzionale: una nota ufficiale in cui si definisce quanto accaduto come «espressione inaccettabile che non rappresenta in alcun modo i valori del servizio pubblico e di Rai Sport», con tanto di scuse formali rivolte agli atleti israeliani, alla loro delegazione e a tutti i telespettatori -1-5. Immediata è arrivata anche la presa di posizione del telecronista Dario Di Gennaro, che prima di dare la linea sulla discesa del team israeliano ha voluto ribadire il concetto, scusandosi personalmente in diretta e sottolineando come quello che avevano sentito non rappresentasse lo spirito della loro narrazione -3.

L'intervento dell'amministratore delegato Giampaolo Rossi

La vicenda, però, non si è chiusa con le scuse in video. L’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, è intervenuto personalmente definendo l’episodio «un fatto grave, contrario ai principi di imparzialità, rispetto e inclusione» che devono contraddistinguere il Servizio Pubblico -6-10. Per questo motivo, ha annunciato l'azienda, è stata avviata un'istruttoria interna che potrebbe portare all'apertura di un procedimento disciplinare. L'obiettivo dichiarato è quello di accertare con rapidità le responsabilità di chi, in regia o in redazione, ha pronunciato quella frase, cercando di capire se si sia trattato di una sciocca battuta tra colleghi o di qualcosa di più premeditato -6. Incredulo, qualcuno in viale Mazzini ha fatto notare come, nell'epoca dei fuorionda tanto cari a trasmissioni di cronaca, si possa ancora parlare con leggerezza davanti a un microfono aperto, come se ci si trovasse in un bar sotto la sede -5.

Le reazioni della comunità ebraica e l'Osservatorio Israele

Durissime, dall'esterno, le reazioni di chi si è sentito direttamente colpito. Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano, ha parlato senza mezzi termini di «atto di antisemitismo chiaro e limpido» che non può essere tollerato, invocando provvedimenti esemplari non solo da parte dell'azienda ma anche del Comitato Olimpico Internazionale -10. Secondo Meghnagi, simili esternazioni sono frutto di «gente ignorante» che attacca il popolo israeliano senza conoscere la complessità di quanto accade in Medio Oriente, e ha collegato l'episodio a un clima di odio che definisce alimentato quotidianamente -1-5. Sulla stessa lunghezza d'onda l'Osservatorio Israele, il cui presidente Nicolae Galea ha parlato di «logica di esclusione inaccettabile e pericolosa» che configura di fatto un'espressione antisemita, chiedendo chiarezza e ricordando come l'Italia, in quanto Paese ospitante, abbia il dovere di dare il buon esempio -6.

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