Rai, nuovo caso durante i Giochi: fuorionda su un equipaggio israeliano nel bob, Lollobrigida apre un'inchiesta interna
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Redazione Sport
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Non c'è pace per la testata sportiva della Rai, già scossa nelle scorse settimane dalle dimissioni del direttore Paolo Petrecca dopo una serie di gaffe imbarazzanti durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Stavolta, a finire al centro delle polemiche, è un fuorionda andato in sorte su Rai 2 nel corso della prima manche della gara di bob a quattro, una frase, quella pronunciata da una voce fuori campo, che suona come una vera e propria istruzione di evitare le inquadrature alla delegazione israeliana.
L'episodio, destinato ad alimentare ulteriori tensioni, si è verificato nel breve lasso di tempo che precede l'avvio della telecronaca ufficiale: l'audio, ancora aperto sui microfoni della regia, ha catturato nitidamente qualcuno che diceva: «Evitiamo l'equipaggio numero 21, che è quello dell'israeliano». Subito dopo, quasi a voler giustificare o spiegare quell'ordine, si è udito un altro spezzone di frase, un «no perché...», prontamente interrotto dallo stacco e dall'entrata in onda del telecronista, come se qualcuno si fosse accorto dell'incidente in corso e avesse agito per tamponare.
La reazione del vertice, seppur immediata, non ha potuto cancellare l'imbarazzo per quanto accaduto. Marco Lollobrigida, che dopo l'addio di Petrecca ricopre il ruolo di responsabile ad interim di Rai Sport, ha dovuto prendere carta e penna per diradare le nubi che si addensano sull'azienda: in una nota ufficiale, ha definito l'espressione ascoltata in apertura di diretta come "inaccettabile", sottolineando con forza come quel tipo di linguaggio non rappresenti affatto i valori del servizio pubblico né tanto meno quelli della sua testata. Lollobrigida, che solo poche ore prima ai microfoni si era trincerato dietro un laconico "non posso parlare" in attesa di ricevere istruzioni dalla dirigenza, ha quindi voluto porgere le scuse più sincere, a nome dell'intera direzione, agli atleti israeliani, all'intera delegazione e, naturalmente, a tutti quei telespettatori rimasti spiazzati dall'ascolto di una frase tanto infelice.
La Rai avvia le verifiche per risalire ai responsabili del fuorionda
Nel tentativo di arginare quella che rischia di diventare l'ennesima ferita all'immagine del broadcaster pubblico durante una rassegna iridata che avrebbe dovuto rappresentare una vetrina di eccellenza, la dirigenza ha fatto sapere di avere già attivato tutte le procedure del caso. Sono state avviate verifiche interne, come spiegato dallo stesso Lollobrigida, per accertare con precisione chi fosse la persona al microfono in quel momento e quali dinamiche abbiano portato alla formulazione di quell'indicazione. L'obiettivo, com'è ovvio che sia in queste circostanze, è quello di risalire alle responsabilità oggettive e soggettive dell'episodio, in un clima già reso incandescente dalle polemiche politiche e sindacali che avevano accompagnato la gestione Petrecca, accusato dall'opposizione di essere l'emblema di una certa deriva della televisione di Stato.
Le scuse in diretta e il clima di tensione che avvolge i Giochi invernali
A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato, nelle ore successive, anche la dura presa di posizione di Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano, che ha definito l'accaduto una "vergogna", chiedendo provvedimenti esemplari non solo all'azienda di viale Mazzini ma anche direttamente al Comitato Olimpico Internazionale. Meghnagi ha parlato di un attacco quotidiano portato avanti da "gente ignorante" che finisce per alimentare un clima di antisemitismo tanto pericoloso quanto becero, e le sue parole riecheggiano in un contesto già teso, dove la stessa squadra israeliana di bob era stata al centro di un'altra bufera giorni fa, quando un telecronista svizzero aveva puntato i riflettori su un post pro-Gaza pubblicato da un membro della spedizione israeliana. La speranza, adesso, è che l'inchiesta interna faccia piena luce sull'accaduto, evitando che l'eco di questo nuovo fuorionda finisca per sovrastare il racconto sportivo delle imprese degli atleti in pista.




