Calendario scolastico 2026/2027, si rientra in classe tra il 7 e il 17 settembre: le date regione per regione
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Redazione Interno
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Manca ormai poco più di una settimana al primo suono delle campanelle e, come ogni anno, l'Italia si prepara al rientro tra i banchi seguendo tempi che variano sensibilmente da un capo all'altro della penisola. Se per gli studenti della Provincia autonoma di Bolzano la ripresa delle lezioni è fissata già per il 7 settembre, per i loro colleghi pugliesi, invece, l'inizio ufficiale slitta al 17 settembre.
In mezzo, un calendario a macchia di leopardo che vede ogni Regione e Provincia autonoma esercitare le proprie competenze in materia di organizzazione scolastica, pur nel rispetto delle festività nazionali e dei canonici 200 giorni minimi di lezione previsti per legge.
Il rientro regione per regione
Partendo da nord, la Lombardia, che conta il maggior numero di studenti, ha stabilito il rientro per tutte le scuole, comprese le primarie e l'infanzia, per il 14 settembre. La Provincia autonoma di Trento, invece, seguirà l'esempio di Bolzano con un avvio anticipato al 7 settembre, così come il Friuli Venezia Giulia, che farà accomodare gli alunni in classe già da quella data. In Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria le lezioni partiranno il 15 settembre; in Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e nelle Marche il via è previsto per il 14 settembre.
Il Lazio, insieme all'Abruzzo e alla Campania, ha invece optato per la data del 15 settembre, mentre la Basilicata seguirà a ruota il giorno successivo, il 16. Nelle isole il quadro è misto: la Sardegna, che pure aveva inizialmente ipotizzato altre soluzioni, ha confermato il rientro per il 15 settembre. Attenzione al caso della Sicilia, dove la data di inizio è stata recentemente rivista rispetto al calendario deliberato in precedenza, portando l'avvio delle lezioni al 14 settembre.
La Puglia, come anticipato, chiuderà la lista dei rientri il 17 settembre, regalando agli studenti un ultimo fine settimana di vacanza prima della ripresa.
Calendario 2026/2027: pochi ponti e festività invernali
Chi sperava di godersi lunghi weekend prolungati durante l'anno scolastico che sta per iniziare potrebbe restare deluso. Il calendario delle festività per il 2026, infatti, non è particolarmente generoso con i cosiddetti "ponti". La maggior parte delle ricorrenze nazionali cadrà di sabato o di domenica, limitando di fatto le possibilità di sospendere le lezioni per unire un giorno festivo a quello immediatamente precedente o successivo.
Questa situazione, che riguarda non solo gli studenti ma anche il personale docente e il personale ATA, rende ancora più importante il ruolo dei singoli istituti, che potranno comunque deliberare ulteriori giornate di sospensione per specifiche esigenze, andando così a modificare il quadro generale dettato dai singoli calendari regionali. Le festività nazionali, che restano valide su tutto il territorio italiano, segneranno comunque i momenti di pausa principali, anche se distribuiti in modo meno favorevole per accumulare giorni di riposo consecutivi.
Date da segnare e finestre di sospensione
Oltre alle date di inizio, ogni Regione ha stabilito il termine ultimo per le lezioni: generalmente la fine delle attività didattiche è fissata per la prima decade di giugno, attorno al 10, salvo diverse disposizioni per le scuole dell'infanzia e i percorsi di istruzione professionale, ma non mancheranno le finestre di sospensione in corrispondenza delle festività autunnali e primaverili, a partire da Ognissanti fino al ponte del 2 giugno.
Le famiglie, in attesa della pubblicazione dei dettagli definitivi da parte delle singole istituzioni scolastiche, possono già consultare i calendari regionali per pianificare le prime settimane, tenendo presente che il quadro potrebbe subire lievi variazioni.
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