Cassazione annulla assoluzione dei Mottola, nuovo processo per il delitto Mollicone
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Redazione Interno
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Dopo 24 anni, il caso di Serena Mollicone, la ragazza trovata senza vita in un boschetto di Arce il primo giugno del 2001, torna al centro della scena giudiziaria. La Cassazione, accogliendo le richieste della Procura generale, ha annullato l’assoluzione di Franco Mottola, ex comandante della caserma dei carabinieri di Arce, della moglie Anna Maria e del figlio Marco, disponendo un nuovo processo di appello. La decisione, arrivata nel tardo pomeriggio dell’11 marzo 2025, riapre una vicenda che ha segnato profondamente il territorio del Frusinate e che, nonostante il tempo trascorso, continua a sollevare interrogativi e a dividere l’opinione pubblica.
I giudici della Suprema Corte hanno sottolineato che, sebbene non vi siano prove sufficienti per condannare i Mottola, le motivazioni che hanno portato alla loro assoluzione in primo grado e in Appello non sono state adeguatamente argomentate. Una carenza che ha spinto la Procura a chiedere un riesame della sentenza, ritenendo che le indagini e le valutazioni precedenti non abbiano esaurito tutte le possibilità di accertamento della verità. «Se è vero che non ci sono elementi per una condanna», hanno osservato i giudici, «è altrettanto vero che le ragioni dell’assoluzione non sono convincenti».
La notizia del nuovo processo è stata accolta con un misto di sollievo e speranza dalla famiglia di Serena, che da oltre due decenni cerca giustizia per la giovane, morta a soli 18 anni. «Da oggi abbiamo speranza», ha dichiarato la sorella, sottolineando come la decisione della Cassazione rappresenti un passo avanti nel lungo e doloroso cammino verso la verità. Una verità che, nonostante il tempo trascorso, rimane sfuggente, avvolta in un groviglio di ipotesi, depistaggi e silenzi che hanno caratterizzato le indagini fin dall’inizio.
Il caso Mollicone, infatti, è stato segnato da numerose ombre e da una serie di vicende giudiziarie che hanno visto alternarsi momenti di apparente svolta a battute d’arresto. I Mottola, inizialmente indagati per il presunto coinvolgimento nell’omicidio, erano stati assolti sia in primo grado che in Appello, con sentenze che avevano lasciato insoddisfatta la famiglia della vittima e la Procura. Quest’ultima, in particolare, aveva sempre sostenuto che le indagini non fossero state condotte in modo esaustivo, evidenziando come alcuni elementi fossero stati trascurati o non adeguatamente approfonditi.
Con il nuovo processo, che si svolgerà davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Roma, si tenterà di fare luce su una vicenda che, nonostante il tempo trascorso, continua a suscitare forti emozioni e a dividere l’opinione pubblica. Restano da chiarire, tra l’altro, le dinamiche che hanno portato alla morte di Serena, i moventi e il ruolo eventualmente svolto dai Mottola, che hanno sempre negato ogni accusa.




