La Russia inserisce Mattarella, Tajani e Crosetto nella lista dei "russofobi": l'Italia protesta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministero degli Esteri russo ha pubblicato una lista di politici e diplomatici occidentali accusati di "incitamento all’odio" contro Mosca, definendoli colpevoli di "russofobia". Tra i nomi figurano tre italiani: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa Guido Crosetto. Una mossa che Roma ha bollato come "inaccettabile provocazione", portando alla convocazione dell’ambasciatore russo in Italia.

La sezione del sito del ministero russo, intitolata "Esempi di manifestazioni di russofobia", raccoglie dichiarazioni e citazioni di leader occidentali e ucraini, ritenuti da Mosca responsabili di alimentare sentimenti anti-russi. L’inserimento di Mattarella, in particolare, ha suscitato una reazione immediata da parte del governo italiano. Tajani, titolare della Farnesina, ha definito la lista un "atto di propaganda" mirato a distogliere l’attenzione dalle responsabilità della Russia nel conflitto in Ucraina, ribadendo che l’Italia non accetta simili strumentalizzazioni.

Anche il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso solidarietà a Mattarella e agli altri due ministri, sottolineando come l’operazione russa sia "grave e ingiustificabile". Parole simili sono arrivate dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che ha ringraziato Mattarella per il suo "impegno a favore della pace", definendo le accuse del Cremlino "prive di fondamento".

La lista, che include numerosi esponenti politici europei e statunitensi, rientra in una strategia di comunicazione già adottata in passato da Mosca, volta a delegittimare le critiche internazionali. Se da un lato il Cremlino giustifica l’iniziativa come risposta a presunti "attacchi verbali", dall’altro è evidente il tentativo di ribaltare le narrazioni, presentando la Russia come vittima di un’ostilità preconcetta.

L’episodio si inserisce in un contesto diplomatico già teso, con l’Occidente schierato a sostegno di Kiev e Mosca sempre più isolata. Quello che colpisce, però, è l’inserimento di un capo di Stato come Mattarella, figura istituzionale per definizione al di sopra delle parti. Una scelta che, più che una rappresaglia, sembra voler lanciare un messaggio politico, sfidando apertamente l’Unione Europea e i suoi alleati.

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