Emendamento Musk, rinvio di trenta giorni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il governo Meloni, nel tentativo di salvare il progetto Albania, ha adottato una serie di forzature legislative, culminate ieri con il ritorno del decreto flussi alla commissione Affari costituzionali della Camera. La modifica proposta dalla relatrice Sara Kelany (FdI), che trasferisce la competenza sui trattenimenti dei richiedenti asilo dalle sezioni specializzate in immigrazione alle Corti d’appello, mancava di una norma transitoria, rendendo necessario un ulteriore esame.

Il decreto flussi, insieme al decreto paesi sicuri, è stato oggetto di numerose critiche e correzioni, evidenziando una maggioranza in confusione, costretta a rimediare a errori grossolani contenuti in decreti scritti sull’onda delle polemiche. Le toppe apportate, tuttavia, si sono rivelate peggiori dei buchi che intendevano coprire, come dimostrato dalla recente discussione parlamentare.

La Camera, impegnata nella conversione in legge del decreto flussi, ha dovuto affrontare l’ennesima forzatura parlamentare, tra le proteste dell’opposizione. La rettifica apportata in extremis concede alle Corti d’Appello italiane, ora investite del caso migranti, almeno trenta giorni di tempo per adeguarsi. Questo termine minimo è stato richiesto da tutti e 26 i presidenti delle Corti d’Appello italiane, sostenuto anche dalla valutazione decisiva dei tecnici.

Il Quirinale ha apprezzato la decisione del governo di tornare sui propri passi, considerandola una correzione di buon senso.

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