Appello delle associazioni: bilanci comunali e nuova stretta fiscale minano la liquidità delle imprese
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Redazione Economia
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Le associazioni di categoria, tra le quali Lapam Confartigianato, CNA, Confcommercio e Confesercenti, ribadiscono con forza l'urgenza di un confronto costruttivo con le amministrazioni comunali in vista della definizione dei bilanci per il 2026. Un momento, questo, considerato non solo necessario ma imprescindibile per ascoltare e fornire risposte concrete alle istanze del vasto e articolato mondo delle micro, piccole e medie imprese. Esse, che costituiscono la spina dorsale produttiva del territorio, vedono i propri interessi – è bene ricordarlo – coincidere spesso con quelli più ampi della collettività, un principio cardine in un contesto economico locale che, se da un lato continua a mostrare una notevole resilienza, dall'altro palesa fragilità strutturali non più eludibili, aggravate dal persistente rallentamento della crescita e dal carico degli oneri energetici.
La doppia stretta fiscale in arrivo
A complicare ulteriormente un quadro già delicato, si profila all'orizzonte un inasprimento normativo che rischia di stringere ulteriormente le maglie per le partite IVA indebitate con il fisco. Gli emendamenti segnalati alla Legge di Bilancio 2026, infatti, prefigurano una “doppia stretta”: mentre si discute di proposte per ammorbidire il blocco alle compensazioni per taluni crediti agevolativi – una misura di certo non sufficiente – rimane del tutto invariata, e anzi si consolida, la disposizione che di fatto dimezza i limiti per chi ha debiti tributari in sospeso. Una combinazione di interventi che, se confermata, finirebbe per aggravare la pressione su una fetta già sofferente del tessuto imprenditoriale, limitandone gli spazi di manovra e la capacità di investimento.
L'allarme dalla CNA Umbria sulla compensazione dei crediti
Proprio sul tema dei crediti si leva un allarme preciso e circostanziato dalla CNA Umbria, il cui direttore regionale, Roberto Giannangeli, punta il dito sull’articolo 26 del disegno di legge di Bilancio. “Se la possibilità di utilizzare tutti i crediti di imposta maturati per compensare anche i contributi Inps e Inail non verrà ripristinata”, afferma Giannangeli senza mezzi termini, “assisteremo a una crisi di liquidità per moltissime imprese, in particolare per quelle del settore delle costruzioni”. Una situazione che, se non affrontata con correttivi immediati, rischia di innescare un cortocircuito pericoloso, privando le aziende di risorse liquide fondamentali per la gestione ordinaria e per far fronte agli obblighi contributivi verso i propri dipendenti.
La richiesta di misure urgenti e correttivi
La richiesta della CNA Umbria, dunque, va oltre la semplice segnalazione di un problema e si traduce in un appello per un intervento legislativo rapido e mirato. Oltre al ripristino integrale dello strumento della compensazione, si sollecita un'azione urgente anche sul fronte delle Zone Economiche Speciali regionali, considerate un altro tassello fondamentale per rilanciare la competitività. L'auspicio, condiviso da gran parte del sistema associativo, è che il legislatore colga la gravità del momento e intervenga prima che le difficoltà di liquidità, già palpabili in molti distretti produttivi, si trasformino in una crisi sistemica di più ampia portata, con ripercussioni sull'occupazione e sulla tenuta sociale dell'intero territorio.




