Stretta fiscale 2026, l'allarme dei commercialisti: a rischio la liquidità delle imprese

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'articolo 26 della Legge di Bilancio per il 2026, la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo 1° luglio, introduce una significativa limitazione nell'utilizzo dei crediti d'imposta, sollevando non poche preoccupazioni tra gli operatori economici; la norma, che vieta espressamente la compensazione tramite il modello F24 dei crediti d'imposta cosiddetti agevolativi con i debiti previdenziali e assicurativi, inclusi quelli che siano stati ceduti a terzi, rischia di compromettere la programmazione finanziaria di un numero elevato di aziende e di studi professionali, i quali si troveranno a dover far fronte a obblighi di cassa immediati per i contributi senza poter impiegare i crediti maturati grazie agli incentivi.

Le ricadute sul cratere sismico

Particolarmente gravi, come sottolineato dalla Cna, appaiono le conseguenze per le migliaia di imprese operanti nel cratere sismico delle Marche, dove l'impossibilità di compensare i crediti derivanti da interventi come il Superbonus con i debiti contributivi finisce per erodere la già precaria liquidità del comparto edilizio, vanificando di fatto la recente estensione della misura del 110% per la ricostruzione; una situazione che, secondo l'associazione, rende indispensabile non solo il ripristino della piena cessione del credito, ma anche una proroga dei termini per completare gli interventi, al fine di scongiurare l'arresto dei cantieri e garantire un minimo di continuità operativa a chi, in quelle zone, vive e lavora.

Lo scenario preoccupante per imprese e famiglie

Le Cna territoriali di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo hanno espresso una valutazione nettamente critica dell'evoluzione del quadro normativo, definendo "decisamente preoccupante" lo scenario che si prospetta per il tessuto produttivo e sociale dell'area; il divieto di compensazione, che fino a oggi aveva riguardato principalmente gli intermediari finanziari, verrà infatti esteso a tutti i soggetti, i quali, a partire dalla data stabilita, potranno compensare soltanto i crediti d'imposta emergenti dalle dichiarazioni dei redditi, vedendo così esclusi quelli acquisiti tramite i bonus edilizi e altre agevolazioni, con un impatto diretto sulla loro capacità di far fronte agli impegni più pressanti.

La richiesta di un fondo di sostegno

Anche dalla Calabria giunge un monito simile, dove la Cna regionale, pur senza bocciare in toto la manovra, avanza delle riserve puntuali evidenziando come le micro e piccole imprese artigiane rischino di essere ingiustamente penalizzate o addirittura escluse dall'accesso a certi strumenti; la richiesta, in questo caso, è che il disegno di legge di bilancio istituisca un fondo specificamente dedicato a facilitare l'accesso al credito per queste realtà, valorizzando al contempo il ruolo dei Confidi, organismi di garanzia collettiva che rappresentano spesso un presidio fondamentale per l'economia locale, soprattutto in contesti periferici dove le difficoltà di finanziamento sono più marcate.

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