Ferrari Luce, il primo esemplare battuto a 40 milioni di dollari: chi è l'acquirente
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Redazione Economia
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La Monterey Car Week 2026, appuntamento ormai leggendario per gli appassionati del collezionismo automobilistico, verrà ricordata come l'edizione in cui la storia del Cavallino Rampante ha preso una piega inaspettata. Non sono state le consuete berlinette d'epoca a rubare la scena, ma un esemplare decisamente contemporaneo, uscito dalle linee di Maranello soltanto qualche mese fa.
La Ferrari Luce con telaio numero zero, la primissima vettura della prima elettrica nella storia della casa modenese, ha letteralmente infranto ogni previsione, venendo aggiudicata per la cifra record di 40 milioni di dollari. Un risultato che ha lasciato di stucco anche i vertici del marchio, presenti in prima fila all'asta di RM Sotheby's al Portola Hotel di Monterey, quando il martello del banditore ha sancito l'incredibile operazione.
Un esemplare unico e senza precedenti
L'oggetto del desiderio era la Ferrari Luce "Chassis 0", il primo esemplare di produzione della prima granturismo a batteria di Maranello. Un'auto che, di per sé, ha già un valore storico inestimabile per i collezionisti, ma che in questa occasione è stata resa ancora più esclusiva dal programma Tailor Made di Ferrari.
Il risultato è un pezzo unico, una configurazione irripetibile che ruota attorno al tema della luce: la carrozzeria sfoggia una tinta Madreperla Semi-Gloss, capace di generare riflessi cangianti dal verde al viola, mentre l'abitacolo è rifinito con una preziosa pelle metallizzata Perla Le Mans e dettagli in Grigio Corvara. Una combinazione di colori e materiali che, insieme al telaio numero zero, rende questa vettura un'opera d'arte su quattro ruote, lontana anni luce dalla base di partenza di circa 550.000 euro, per un'auto che ha così moltiplicato il suo valore di circa 73 volte.
L'asta da record e la beneficenza
La vendita, tenutasi durante la celebre Monterey Car Week in California, è stata caratterizzata da una progressione di rilanci a dir poco mozzafiato. L'asta di beneficenza, organizzata in collaborazione con RM Sotheby's, aveva una base d'asta stimata attorno a 1,1 milioni di dollari, ma la concorrenza tra i collezionisti ha rapidamente fatto schizzare il prezzo verso l'alto.
Un'offerta da cinque milioni, poi il balzo a dieci, quindici e, in pochi istanti, la cifra ha superato i trenta milioni fino a raggiungere i fatidici 40 milioni di dollari, l'equivalente di circa 34,5 milioni di euro. Un risultato che ha così infranto il record stabilito solo un anno prima dalla stessa Ferrari, quando una Daytona SP3 Tailor Made one-off era stata venduta per 26 milioni di dollari.
L'intero ricavato di questa vendita da capogiro, però, non finirà nelle tasche di alcun collezionista o della casa automobilistica, bensì sarà interamente devoluto alla Ferrari Foundation. Un ente di beneficenza pubblico che si dedica a finanziare programmi educativi globali e progetti di ricostruzione, tra cui spicca la creazione del polo M-TECH Alfredo Ferrari, un campus di 52 mila metri quadri che aprirà a Maranello nel 2029 per formare i talenti del futuro nel campo delle tecnologie automotive.
Chi è il miliardario dal cappello rosso
Eppure, l'acquirente che ha avuto la meglio in questa estenuante sfida non è un volto nuovo per il mondo dei collezionisti o per la stessa Ferrari. Il suo nome è Herbert "Dr. Herbie" Wertheim, un imprenditore e inventore statunitense, noto in patria per la sua storia di vita straordinaria e per la sua immancabile presenza in pubblico con un vistoso cappello color rosso.
La sua fortuna, stimata intorno ai 4,6 miliardi di dollari secondo Forbes, non deriva da un'unica grande operazione finanziaria, ma da una lunga e paziente carriera iniziata nei momenti più bui della sua vita. Nato a Philadelphia durante la Grande Depressione, scappò di casa da adolescente e, dopo essere stato accusato di assenteismo scolastico, un giudice gli offrì una scelta: il riformatorio o la Marina Militare. Scelse la seconda, arruolandosi a 17 anni e iniziando a investire i suoi primi soldi in borsa mentre era in servizio.
Dopo la Marina, studiò fisica e chimica, lavorò come ingegnere per la NASA a Cape Canaveral e ottenne una borsa di studio in optometria, che lo portò a mettere a punto nel 1969 un rivoluzionario trattamento anti-UV per le lenti in plastica, gettando le basi per la sua azienda, la Brain Power Inc., che oggi detiene oltre 100 brevetti.
Un investitore che non si ferma mai
La sua abilità non si è però fermata all'invenzione: Wertheim è un investitore leggendario. Invece di cedere la sua azienda, ha utilizzato i profitti per comprare azioni di colossi come Apple, Microsoft, Google, GE e Bank of America decenni prima che diventassero i giganti che conosciamo oggi.
Il suo capolavoro finanziario, tuttavia, è Heico, un'azienda produttrice di componenti per l'aerospazio: nel 1992 acquistò azioni per circa 5 milioni di dollari, un investimento che oggi vale oltre 800 milioni di dollari, rendendolo il maggiore azionista individuale della società. Filantropo convinto e firmatario del "Giving Pledge", l'impegno a donare almeno la metà del proprio patrimonio in beneficenza, Wertheim ha già donato oltre 100 milioni di dollari a università e progetti di ricerca.
Non sorprende, quindi, che abbia scelto di partecipare a queste aste di beneficenza: già nel 2025, durante la stessa Monterey Car Week, aveva speso 26 milioni di dollari per aggiudicarsi la Ferrari Daytona SP3 "599+1" Tailor Made, sempre con l'intero ricavato devoluto in beneficenza. In due anni, dunque, ha speso 66 milioni di dollari per due Ferrari uniche, consolidando il suo legame con Maranello e, allo stesso tempo, finanziando importanti iniziative educative in tutto il mondo.
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