Il Giro d’Italia incanta la Valdichiana tra strade bianche e folla in festa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Cortona e Foiano, immerse nella luce dorata di un pomeriggio di maggio, hanno vissuto ieri un’ora di gloria, regalando al Giro d’Italia uno di quegli scenari che solo l’Italia sa offrire. Migliaia di persone, accalcate lungo i bordi delle strade, hanno trasformato il passaggio della corsa rosa in una festa spontanea, fatta di bandiere al vento, telefoni alzati per catturare l’attimo e bambini issati sulle spalle. La nona tappa, partita da Gubbio per concludersi a Siena, ha disegnato un percorso che ha messo alla prova atleti e spettatori, tra sterrati polverosi e saliscendi che hanno scritto pagine di puro ciclismo.

A Gubbio, già dalle prime ore del mattino, l’atmosfera era carica di aspettativa. In Piazza 40 Martiri, dove i corridori hanno firmato autografi prima della partenza, il sindaco Vittorio Fiorucci – con una cravatta rosa che non passava inosservata – ha ricordato come «nessuno, fino a pochi mesi fa, avrebbe scommesso su un evento di questa portata». La città umbra, con le sue pietre millenarie, ha fatto da cornice a un momento che ha unito sport e territorio, mentre i team si preparavano alla sfida tra le vie strette e i palazzi medievali.

Poi, il via. Il gruppo si è mosso verso la Toscana, dove le celebri strade bianche hanno immediatamente mostrato i denti. Qui, tra nuvole di polvere e curve insidiose, il Giro ha ritrovato quell’epicità che lo rende unico. Cadute, forature, attacchi fulminei: tutto si è mescolato in un cocktail di adrenalina che ha ridisegnato la classifica. Wout van Aert, con una fuga solitaria, ha conquistato la tappa, mentre Isaac Del Toro ha strappato la maglia rosa a Diego Ulissi, costretto a cederla dopo appena un giorno.

A Cortona, dove il peloton è arrivato nel primo pomeriggio, la gente si era radunata fin dall’alba. «È come se il tempo si fosse fermato», ha commentato un vecchio tifoso, mentre osservava i corridori sfrecciare lungo le mura etrusche. A Foiano, invece, l’entusiasmo ha raggiunto il culmine quando i primi fuggitivi hanno fatto la loro apparizione all’orizzonte, scatenando un boato che ha echeggiato tra le colline della Valdichiana

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