Milan batte la Lazio tra le polemiche, Leao decide con un'azione personale
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Redazione Sport
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Una perla di Rafael Leao, maturata al 51' minuto del secondo tempo in una delle sue tipiche e travolgenti accelerazioni, ha consegnato al Milan una vittoria per certi versi sofferta e contestata contro una Lazio che, pur uscendo sconfitta dal campo, ha lasciato l'impressione di aver compiuto una prestazione di sostanza, tanto da far parlare molti di una sconfitta immeritata. I rossoneri, che pure hanno controllato ampie fasi del gioco, hanno trovato il sigillo della partita grazie a un'azione individuale di pregevole fattura, mentre i biancocelesti, seppur privi della massima nitidezza in fase realizzativa, hanno comunque creato diverse occasioni pericolose, scontrandosi però con la difficoltà di tradurle in goal.
Le pagelle della Lazio: Provedel sicuro, Zaccagni vivace
Nella disamina delle prestazioni personali, il portiere Ivan Provedel si è confermato come uno dei punti di riferimento più solidi della squadra laziale, ottenendo un giudizio positivo nonostante la rete subita; costretto a un primo tempo da spettatore, nella ripresa ha dovuto mostrarsi più attento e reattivo, risultando purtroppo impotente sul tiro vincente e ravvicinato di Leao. Sul fronte offensivo, Mattia Zaccagni ha fornito una delle sue solite prove piene di slancio e qualità, distinguendosi per iniziativa e pericolosità, mentre un rendimento più sottotono è stato quello offerto da Gustav Isaksen, il quale non è riuscito a incidere in maniera significativa sull'andamento della partita, restando spesso ai margini del gioco.
Il caso del rigore negato e le reazioni infuocate
L'episodio che ha dominato il finale di gara, e che ha inevitabilmente infiammato il dibattito post-partita, è stato il potenziale calcio di rigore non concesso alla Lazio per un contatto di mano di Pavlovic su Romagnoli, un'azione rivistissima al Var ma che l'arbitro Collu ha deciso di non assegnare. Secondo l'analisi di Luca Marelli, moviolista ed ex-arbitro, "non era rigore, ma neanche fallo", sebbene lo stesso esperto abbia criticato le modalità comunicative con cui la decisione è stata annunciata, lasciando intendere che, se si fosse trattato di un goal, i giudici non sarebbero probabilmente intervenuti. La reazione della società biancoceleste è stata immediata e plateale, con la decisione di entrare in silenzio stampa in segno di forte protesta, una mossa che ha accentuato il clima di tensione.
Le polemiche non si placano: l'espulsione di Allegri
Le contestazioni non si sono limitate all'episodio del rigore, estendendosi anche all'espulsione dell'allenatore del Milan, Max Allegri, nei concitati minuti di recupero. Lo stesso tecnico rossonero ha poi chiarito la dinamica, spiegando di aver rivolto all'arbitro una considerazione sulla sua storia di precedenti, affermando: "Era stato anche l'arbitro della prima partita contro la Cremonese quindi ho solamente detto: 'tutte le volte che ci sei succede sempre un casino'". Allegri ha tenuto a precisare di non aver offeso l'uomo in campo, attribuendo la decisione espulsiva alla confusione del momento, in un contesto già reso incandescente dalle precedenti decisioni controverse.




