Giornalista americano condannato in Russia: 16 anni di carcere per Evan Gershkovich
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Redazione Esteri
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Evan Gershkovich, corrispondente del Wall Street Journal, è stato condannato a 16 anni di reclusione in una colonia penale russa. L'accusa è di spionaggio. Il processo si è svolto a porte chiuse e la difesa ha avuto le mani legate, sia nella ricerca di prove che nella convocazione dei testimoni.
Il contesto
Gershkovich era andato in Russia nel marzo 2023 per indagare su uno dei centri di reclutamento della compagnia mercenaria "Wagner" a Ekaterinburg, sugli Urali. Questa compagnia è diventata famosa per la sua sollevazione contro il Cremlino tre mesi dopo. Gershkovich cercava collegamenti tra i "musicanti" di Evghenij Prigozhin e lo Stato russo, collegamenti per anni negati dalle fonti ufficiali, ma poi resi pubblici dallo stesso Vladimir Putin all'indomani della fallita sollevazione del giugno 2023.
La condanna
Il 19 luglio, il tribunale di Ekaterinburg ha condannato Gershkovich a 16 anni di carcere con l'accusa di spionaggio. Il processo si è svolto in tempi brevissimi e a porte chiuse. In appena quattro mesi, Gershkovich è passato dalla sua vita di apprezzato reporter a quella di pericolosa spia che deve marcire in una colonia penale, in regime di massima sicurezza, per i prossimi 16 anni.
Le conseguenze
Questa condanna rappresenta un ulteriore ostacolo per le relazioni tra Russia e Stati Uniti. Si tratta di un'ulteriore mina da disinnescare per il presidente Biden. La questione dei prigionieri politici è sempre più al centro del dibattito internazionale e la condanna di Gershkovich potrebbe innescare nuove tensioni tra Washington e Mosca.
La condanna di Evan Gershkovich segna un salto di qualità nella persecuzione dei giornalisti in Russia. Da oggi, Gershkovich non è più un reporter, ma un prigioniero nel nuovo gulag della Mordovia, terra di campi di concentramento ai tempi dell'Urss e tuttora sede delle peggiori colonie penali. La sua storia è un monito per tutti i giornalisti che cercano di fare il loro lavoro in paesi dove la libertà di stampa è a rischio.




