I bambini nati da procreazione assistita potranno avere due madri: la svolta della Consulta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una sentenza storica della Corte Costituzionale ha cambiato le regole per le famiglie arcobaleno, riconoscendo per la prima volta che i bambini nati da fecondazione eterologa all’estero possano avere due madri iscritte in anagrafe. Fino a oggi, l’ordinamento italiano considerava madre soltanto la donna che partoriva, escludendo la cosiddetta “madre intenzionale”, quella che aveva espresso il consenso alla procreazione assistita e condivideva la responsabilità genitoriale.

La decisione arriva dopo anni di battaglie legali, tra leggi nazionali contrastanti e pronunce giudiziarie che avevano creato un vuoto normativo. A Torino, dove due donne hanno ottenuto il diritto – e il dovere – di essere registrate entrambe come madri del figlio Matteo, l’annuncio è stato accolto con festa. «Abbiamo vissuto anni di caos», ha detto un’attivista presente alla celebrazione, sottolineando come la Consulta abbia finalmente chiuso una disputa durata sette anni.

La sentenza, che legittima anche i figli nati da maternità surrogata, ha riacceso il dibattito sui diritti delle coppie omogenitoriali. A Catanzaro, Giovanni Carpanzano, presidente di Arciequa e padre di un bambino nato tramite GPA negli Stati Uniti, ha definito la pronuncia «un atto di legalità e civiltà», ricordando come la Costituzione tuteli il minore a prescindere dalle modalità in cui è venuto al mondo.

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