Sondaggio Francia, Le Pen al 36% e vola al primo turno. È l'effetto annuncio della candidatura
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Redazione Esteri
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Marine Le Pen vola al 36% nelle intenzioni di voto per il primo turno delle presidenziali francesi del 2027, secondo il sondaggio Ifop realizzato per LCI e Le Figaro. Un balzo di quattro punti in appena quindici giorni, certificato dall'istituto demoscopico, che fotografa l'opinione pubblica a poche ore dall'ufficializzazione della quarta candidatura della leader del Rassemblement National, annunciata martedì sera nel corso del telegiornale di TF1.
Un dato, quest'ultimo, che assume un peso specifico notevole se si considera che il rilevamento è stato effettuato subito dopo la sentenza della corte d'appello di Parigi, che pur confermando la colpevolezza di Le Pen nel caso degli assistenti parlamentari europei, ha ridefinito i termini della pena, riaprendole di fatto la strada verso l'Eliseo.
L’effetto della condanna e il ricorso in Cassazione
La progressione della leader del Rassemblement National appare, a prima vista, controcorrente rispetto al clima giudiziario che la circonda. La corte d'appello, lo scorso 7 luglio, ha infatti confermato la sua responsabilità nell'organizzazione, su scala industriale, del sistema di appropriazione indebita di fondi pubblici che coinvolgeva gli assistenti parlamentari del partito, allora denominato Front National.
Tuttavia, il verdetto ha ridotto la pena di ineleggibilità da cinque anni a quarantacinque mesi, trenta dei quali sospesi con la condizionale, riducendo così a soli quindici mesi il periodo effettivamente ostativo alla corsa per l'Eliseo.
Una tempistica, questa, che ha permesso a Le Pen di annunciare la propria discesa in campo, dichiarando al contempo l'intenzione di presentare ricorso in Cassazione contro la condanna a un anno di reclusione da scontare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, pena che la candidata ha sempre dichiarato di non voler scontare in piena campagna elettorale.
Lo scenario del primo turno e il distacco sugli avversari
Secondo il sondaggio Ifop, Le Pen otterrebbe il 36% delle preferenze al primo turno, un risultato che le garantirebbe un vantaggio di diciassette punti sul suo principale inseguitore, Édouard Philippe, fermo al 19%. In una configurazione alternativa, che vedesse Gabriel Attal come candidato del blocco centrale, il vantaggio della leader del RN si dilaterebbe ulteriormente, raggiungendo i ventuno punti percentuali, con Attal e Jean-Luc Mélenchon appaiati al 15%.
Un secondo rilevamento, condotto da Toluna Harris Interactive per M6 e RTL, sostanzialmente conferma la fotografia, attestando il consenso per Le Pen tra il 34% e il 36% e ponendo Édouard Philippe al 20%. Il consenso, peraltro, appare trasversale: secondo l'analisi Ifop, la candidata avrebbe recuperato il terreno perduto rispetto a Jordan Bardella, guadagnando consensi significativi tra i giovani, i quadri superiori e persino tra gli ex elettori di Éric Zemmour e Valérie Pécresse.
Le proiezioni per il ballottaggio
Se il primo turno appare un esercizio di stile ormai consolidato, le proiezioni per il ballottaggio dipingono uno scenario altrettanto favorevole per la leader del Rassemblement National. Secondo le simulazioni Ifop, Le Pen risulterebbe vittoriosa in tutti i possibili confronti al secondo turno, superando Édouard Philippe con il 54% contro il 46% e Gabriel Attal con il 55% contro il 45%.
Il distacco più netto si registrerebbe nello scenario di un ballottaggio contro Jean-Luc Mélenchon, dove la candidata del RN verrebbe data vincente con un margine di quaranta punti (70% contro 30%). Il sondaggio Toluna Harris Interactive offre una misura leggermente diversa, indicando un margine più ristretto di soli due punti contro Édouard Philippe (51% a 49%), ma sostanzialmente confermando la tendenza a una vittoria di Le Pen in qualsiasi configurazione si presenti al secondo turno.
Il procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Rémy Heitz, ha dichiarato che l'istituzione farà il possibile per decidere sul ricorso della leader del Rassemblement National prima del primo turno elettorale, previsto per il 18 aprile 2027. Resta da vedere se il verdetto della Corte, che potrebbe ribaltare o confermare la condanna, avrà un impatto su un consenso che, per ora, appare inarrestabile e che ha già saputo trasformare una sentenza giudiziaria in un'accelerazione della propria corsa verso l'Eliseo.




