Sinner e Swiatek, il caso doping che scuote il tennis
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Redazione Sport
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Ancora attacchi a Jannik Sinner. Questa volta, a puntare il dito contro il tennista azzurro, già in attesa della sentenza definitiva del TAS sul caso doping che lo riguarda, è stato Yevgeny Kafelnikov, ex campione del Roland Garros e figura di spicco del tennis degli anni '90. Kafelnikov, attraverso il suo profilo X, ha commentato anche la squalifica di Iga Swiatek, trovata positiva alla trimetazidina, sebbene in una percentuale "tremendamente bassa".
Il caso di Swiatek, fermata dall'Agenzia Internazionale per l'Integrità del Tennis (ITIA) per un mese, ha sollevato interrogativi sulla presenza di trimetazidina, una sostanza presente nella melatonina a bassi livelli. Oliver Niggli, direttore dell'agenzia antidoping internazionale, ha spiegato al quotidiano francese L'Equipe che oggi esiste un problema di contaminazioni, sottolineando come sia facile contaminarsi con poco, anche facendo cose banali.
I casi di positività al doping relativi a Swiatek e Sinner hanno aperto una discussione importante all'interno della WADA. La quantità di sostanze proibite rilevate è talmente piccola da essere stata inizialmente ignorata dall'ITIA nel caso di Sinner, mentre Swiatek è stata punita con un solo mese di sospensione. Tuttavia, questi episodi sollevano interrogativi sulla credibilità del movimento tennistico e sulla gestione dei casi di doping.
Sinner, già sotto pressione per le aspettative elevate e i risultati altalenanti, si trova ora bersagliato dagli attacchi di colleghi e rivali. Tra questi, anche Nick Kyrgios, noto per le sue dichiarazioni provocatorie, ha condiviso il commento di Kafelnikov, alimentando ulteriormente le polemiche.




