Corea del Sud, l'esercito abbandona il Parlamento dopo il voto contro la legge marziale
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Redazione Esteri
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Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol ha proclamato una "legge marziale d'emergenza", suscitando una convergenza tra maggioranza e opposizione, che hanno condannato congiuntamente la decisione. Dopo il voto parlamentare che ha respinto il decreto, le forze speciali, precedentemente schierate intorno al Parlamento, si sono ritirate. Le immagini documentano le drammatiche ore vissute nel Parlamento di Seul in seguito all'imposizione della legge marziale da parte del presidente Yoon Suk-yeol e al voto contrario del Congresso. Le truppe dell'esercito, intervenute con la forza, hanno fatto irruzione nell'edificio rompendo finestre e sfondando gli ingressi. Dopo le intense proteste di piazza, il voto e una graduale normalizzazione della situazione, l'edificio è stato lasciato dalle forze militari.
Alcune persone hanno bloccato un veicolo militare mentre cercava di lasciare un'area vicino al Parlamento della Corea del Sud nella tarda serata di oggi. I manifestanti si sono radunati davanti all'edificio dopo che il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol ha dichiarato la legge marziale martedì, giurando di eliminare le forze "antistatali" mentre lotta contro un'opposizione che controlla il Parlamento del Paese e che egli accusa di simpatizzare con la Corea del Nord comunista.
Gli Stati Uniti si augurano che "il voto del Parlamento contro la legge marziale in Corea del Sud sia rispettato". Lo ha detto il vice portavoce del dipartimento di Stato americano Vedant Patel. Gli Stati Uniti hanno dichiarato di non aver ricevuto alcun avvertimento dalla Corea del Sud che il presidente Yoon Suk-yeol avrebbe dichiarato la legge marziale in un paese che è uno degli alleati più stretti di Washington




