Mondiali 2026, la seconda giornata dei gironi tra esordi da dimenticare e il caso delle pause idratazione
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Redazione Sport
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Il programma del Mondiale 2026 entra nel vivo con la seconda tornata di incontri che si disputeranno tra domenica 21 e martedì 23 giugno, una finestra di partite che coinvolgerà diversi gironi e che porterà con sé i primi verdetti matematici, con tre nazionali già eliminate prima ancora del fischio d'inizio del terzo turno: Haiti, Turchia e Tunisia hanno salutato anzitempo la competizione.
L'edizione XXL voluta dal presidente della Fifa, Gianni Infantino, propone un calendario fitto e articolato, che mette a dura prova la resistenza fisica e mentale delle squadre, chiamate a dosare le energie in un torneo che si preannuncia come il più lungo della storia del calcio mondiale.
Il caso Spagna e le sorprese del Gruppo H
Tutta l'attenzione, in questa fase, è concentrata sulla Spagna, reduce da un esordio a dir poco deludente; la Roja, infatti, non è andata oltre uno 0-0 contro Capo Verde, un risultato che ha sollevato più di un dubbio sulle reali condizioni della squadra di Luis de la Fuente. C'è da considerare, ed è un aspetto che non sfugge agli addetti ai lavori, che la natura straordinariamente lunga di questa rassegna iridata impone alle nazionali di gestire il picco di forma in vista della fase calda del torneo, quella che scatterà a partire dai primi di luglio.
La partita contro l'Arabia Saudita, in programma per la giornata di domenica 21 giugno, rappresenta quindi un crocevia fondamentale per gli spagnoli, chiamati a riscattare un'avvio che ha lasciato l'amaro in bocca ai tifosi e a dimostrare che l'incidente di percorso con i capoverdiani è stato solo un episodio isolato.
Il calendario di domenica 21 giugno
L'undicesimo giorno della competizione, quello di domenica 21 giugno, mette in scena un poker di sfide che si susseguono senza soluzione di continuità. Il via è fissato per le 18, ora italiana, con il già citato match tra Spagna e Arabia Saudita, un confronto che potrebbe già delineare i destini del Gruppo H. A seguire, alle 21, sarà il turno di Belgio-Iran, un'altra partita che promette scintille e che potrebbe regalare emozioni e colpi di scena.
La notte italiana, poi, si accende con due ulteriori impegni: a mezzanotte scenderanno in campo Uruguay e Capo Verde, in una sfida resa ancora più avvincente dalla contemporanea vittoria della Spagna sull'Arabia Saudita nel primo turno, mentre alle 3 della notte tra domenica e lunedì sarà la volta di Nuova Zelanda-Egitto, un match valido per il Gruppo G che chiuderà la lunga giornata di calcio mondiale.
Le partite del 22 e 23 giugno
Il programma non si ferma certo con la domenica, perché tra lunedì 22 e martedì 23 giugno il Mondiale 2026 continua a macinare emozioni con gli impegni della seconda giornata per i gironi H, G, I e J. Lunedì 22 giugno si comincia a mezzanotte con Uruguay-Capo Verde, partita che nel Gruppo H assume un'importanza capitale alla luce del pareggio degli spagnoli all'esordio; alle 3 della notte, poi, spazio a Nuova Zelanda-Egitto per il Gruppo G, mentre alle 19.00 di sera sarà la volta dell'Argentina contro l'Austria, un match del Gruppo J che promette spettacolo e che metterà di fronte due scuole di calcio diametralmente opposte. A chiudere la serata, alle 23, sarà Francia-Iraq, sfida del Gruppo I che chiuderà un'altra intensa giornata di calcio. Martedì 23 giugno, invece, la seconda giornata proseguirà con gli altri gironi, completando il quadro di una fase a gironi che si avvia verso la conclusione.
Il dibattito sulle pause idratazione
A tenere banco, al di là del risultato dei singoli match, resta il tema caldo delle pause di tre minuti per l'idratazione a metà dei due tempi, una novità introdotta per far fronte alle condizioni climatiche estreme delle sedi canadesi, statunitensi e messicane. La misura si sta rivelando tutt'altro che unanimemente condivisa, con una larga fetta del mondo del calcio che si schiera apertamente contro, definendo questa pausa un'alterazione dell'essenza stessa del gioco.
L'ultimo a intervenire nel dibattito, in ordine di tempo, è stato Marcelo Bielsa, il tecnico dell'Uruguay, che in conferenza stampa ha espresso tutta la sua perplessità: "Giocare quelli che sono di fatto quattro tempi, invece di due, altera il concetto stesso di calcio", ha dichiarato il ct argentino, riaccendendo i riflettori su una questione che sembra destinata a dividere ancora a lungo gli addetti ai lavori e che aggiunge un ulteriore elemento di complessità a un Mondiale già di per sé fuori dagli schemi tradizionali.
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