Ponte sullo Stretto, la beffa dei 12 milioni e l’ennesima bocciatura sui pedaggi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non è un’opinione, ma un dato scritto nero su bianco nel bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025 della Società Stretto di Messina (SdM): quei 12,375 milioni di euro, ricevuti in anticipo dall’Unione europea nel dicembre del 2024 per la progettazione esecutiva dell’opera, dovranno essere restituiti. La cifra, come si legge a pagina 101 del documento, è già stata riclassificata dalla voce “Risconti passivi” a quella di “Altri debiti”. ilreggino +3

A causare il dietrofront, formalizzato con la richiesta di risoluzione anticipata del Grant Agreement sottoscritto con l’agenzia esecutiva Cinea (Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency) nel marzo del 2026, è stato lo slittamento dei tempi dell’iter approvativo, una dilazione che ha reso impossibile chiudere la progettazione entro i termini massimi imposti da Bruxelles. quotidianodelsud +3

Una vicenda, quella del rimborso forzoso, che getta un’ombra lunga sul cronoprogramma di un’infrastruttura definita strategica per il corridoio multimodale Scandinavo-Mediterraneo, quella rotta commerciale che dovrebbe unire Helsinki e Stoccolma fino a Catania, Palermo e Malta. rainews +3

Il parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti e il nodo delle tariffe

La questione finanziaria, per quanto complessa, non è tuttavia l’unica crepa nel progetto. A confermare la fragilità dell’impianto è arrivata, quasi in contemporanea, una nuova presa di posizione dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art).

Quest’ultima, nell’esaminare il piano economico-finanziario, ha sollevato più di un dubbio sulle tariffe di pedaggio e sulla sostenibilità dei costi di gestione. quotidianodelsud +3

Pur giudicando il documento “adeguato” per questa fase di avvio, l’Autorità ha chiesto l’introduzione di “presidi” di monitoraggio più severi, evidenziando come le stime attuali prevedano una tariffa media annua per veicolo che si aggira intorno ai 27,4 euro al momento dell’apertura (con una crescita annuale del 2% fino a raggiungere i 48,7 euro nel 2063). qds +3

Una cifra, quest’ultima, che stride nettamente con le rassicurazioni fornite finora dall’amministratore delegato Pietro Ciucci (il quale ha sempre parlato di un pedaggio compreso tra i 4 e i 7 euro per le autovetture) e con le dichiarazioni del ministro Matteo Salvini, che aveva ipotizzato un costo di circa 10 euro. qds +3

Il “fallimento amministrativo” denunciato dalle opposizioni

Se dal punto di vista tecnico la società concessionaria cerca di minimizzare – sostenendo che la restituzione dei fondi potrebbe essere “momentanea” e che si potrà ripartecipare ai prossimi bandi europei – sul piano politico l’affondo delle opposizioni è durissimo.

La segretaria regionale della Calabria di Sinistra Italiana-Avs, Rossella Bulsei, ha parlato senza mezzi termini di “fallimento amministrativo, inganno politico e insulto ai cittadini calabresi e siciliani”. quifinanza +3

Secondo questa visione, la perdita dei 12 milioni non rappresenterebbe affatto un dettaglio tecnico, bensì la prova che il progetto è gestito con superficialità e “disprezzo delle regole”. Una critica che si appunta anche sulla struttura societaria: al 31 dicembre 2025, l’organico della SdM contava 116 dipendenti, con un incremento di 32 unità rispetto all’anno precedente; e di questi, ben 89 risultano essere dirigenti o quadri, contro soli 27 impiegati. quifinanza +3

Un numero, quello delle figure apicali, che secondo i detrattori configura una “piramide rovesciata” pagata con denaro pubblico, aggravata dalla presenza di una deroga al tetto dei 240mila euro per gli stipendi nelle società pubbliche. quifinanza +3

La macchina organizzativa e il peso dei ritardi procedurali

L’amministratore delegato Ciucci, dal canto suo, respinge al mittente le accuse di “carrozzone”, ribadendo che i dirigenti in questione (per i quali si parla di “altissimo profilo”) sono necessari per interfacciarsi con i grandi soggetti internazionali coinvolti in un’opera di tale portata. gazzettadelsud +3

A dispetto della fiducia espressa dal vertice aziendale (che fissa l’obiettivo dell’avvio dei cantieri nell’ultimo trimestre del 2026 e il completamento delle opere strutturali nel 2033), la cronaca degli ultimi mesi racconta una realtà fatta di passi indietro e scadenze disattese.

La restituzione dei fondi Cef-T 2023 rappresenta solo l’ultimo, certificato, scacco di un lungo iter che ha già dovuto incassare il parere negativo della Corte dei Conti sugli atti aggiuntivi alla convenzione e il rinvio di quasi 800 milioni di euro di risorse al 2033. qds +3

Una situazione paradossale, se si considera che l’opera è considerata dal Consiglio europeo un tassello fondamentale per superare il concetto di insularità della Sicilia, ma che sul campo continua a incepparsi tra burocrazia, rilievi giudiziari e un piano economico che fatica a convincere i regolatori. stradeeautostrade +3

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