Exor galoppa a Piazza Affari, trainata dall’accordo Usa-Giappone sui dazi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La galassia Exor, il colosso finanziario guidato dalla famiglia Agnelli-Elkann, ha registrato un balzo significativo a Piazza Affari, cavalcando l’onda dell’ottimismo scatenato dall’annuncio di Donald Trump sull’intesa commerciale con il Giappone. L’accordo, definito «imponente» dal presidente americano, fissa al 15% i dazi sulle auto e altri beni, una soglia intermedia tra il 25% minacciato nelle scorse settimane e il 10% vigente durante i negoziati. Una mossa che, se da un lato allevia le tensioni con Tokyo, dall’altro alimenta speculazioni su un possibile riavvicinamento tra Washington e l’Unione europea, sebbene i tecnici Ue – coordinati dal commissario Maros Sefcovic – abbiano già fatto sapere che un’intesa analoga difficilmente sarà siglata a breve.

Oltreoceano, Wall Street ha reagito con cauta positività: il Dow Jones è salito dello 0,46%, mentre il Nasdaq 100 ha chiuso in rialzo dello 0,22%, spinto soprattutto dai titoli industriali e tecnologici, tra cui spiccano i nomi di Tesla, Analog Devices e Texas Instruments. Trump, dal canto suo, ha celebrato l’intesa su Truth Social, sottolineando come il Giappone abbia «aperto per la prima volta il suo mercato» ai prodotti americani, «dalle auto all’agricoltura». Un messaggio che, al di là del trionfalismo, riflette la strategia protezionistica dell’amministrazione, volta a ridisegnare gli equilibri commerciali globali.

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