DarkSword, la nuova minaccia che svuota l’iPhone in due minuti: dai dati al conto crypto, l’allarme di Google

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Poco più di una settimana fa era la volta di Coruna, un’altra falla capace di compromettere la sicurezza del dispositivo; ora, a distanza di pochi giorni, il panorama delle minacce per gli utenti Apple si arricchisce di un nuovo, insidioso capitolo. Si chiama DarkSword, un nome che evoca deliberatamente un’aura di pericolo, e rappresenta una catena di exploit in grado di violare l’iPhone, prosciugandone dati, informazioni riservate e persino il denaro custodito in portafogli digitali in un lasso di tempo che si aggira intorno ai due minuti. L’intera operazione, a quanto risulta dalle analisi condotte, si consuma a valle di un’azione apparentemente banale come la semplice visita di una pagina web: un click, e il sistema viene compromesso senza lasciare traccia.

La vulnerabilità silenziosa che colpisce milioni di dispositivi non aggiornati

La superficie d’attacco è particolarmente ampia, considerato che l’exploit colpisce diverse versioni del sistema operativo mobile. Nello specifico, sono a rischio gli iPhone e gli iPad che montano ancora i rilasci di iOS compresi tra la versione 18.4 e la 18.7. Per gli utenti che si trovano ancora su questi aggiornamenti, e ce ne sono ancora milioni in circolazione, la finestra di pericolo rimane aperta. La dinamica dell’attacco, come spiegano i rapporti tecnici, è subdola nella sua efficacia: non richiede interazioni complesse da parte della vittima, agisce in pochi minuti e, una volta eseguita la sottrazione dei dati – che spaziano dalle credenziali di accesso fino alle chiavi private dei wallet crypto – l’intrusione si dissolve senza lasciare tracce evidenti, rendendo difficile per l’utilizzatore medio accorgersi della violazione.

Dalla Russia a un’infrastruttura di attori multipli: chi c’è dietro DarkSword

L’origine della minaccia, per quanto non attribuita con certezza assoluta a un singolo stato, porta chiari segnali che indirizzano verso la Russia. È quasi certo, stando alle ricostruzioni degli esperti, che il coordinamento operativo o quanto meno l’ideazione tecnica affondi le radici in quell’area geopolitica. Ciò che rende DarkSword particolarmente insidiosa, tuttavia, non è solo la sua capacità tecnica, ma la diffusione che ha già raggiunto: il malware non è rimasto confinato nelle mani di un singolo gruppo. Le rilevazioni effettuate dal Google Threat Intelligence Group, in collaborazione con Lookout e iVerify, hanno evidenziato come lo strumento sia già stato impiegato da una pluralità di attori, che includono vendor di sorveglianza commerciale e collettivi legati a contesti statali, in campagne attive almeno a partire dal novembre del 2025.

L’ombra dello spionaggio e la risposta di Apple: aggiornare subito

A rendere la vicenda ancora più delicata è il contesto in cui si inserisce: lo spionaggio, sia politico che economico, resta la matrice principale di queste operazioni. Parafrasando un celebre film della saga di James Bond, il “con amore” non c’è: si tratta di un’operazione fredda e chirurgica, mirata a estrarre valore dai dispositivi presi di mira. Di fronte alla scoperta di questa nuova catena di exploit, Apple ha prontamente diramato un avviso urgente per gli utenti, raccomandando l’aggiornamento immediato all’ultima versione disponibile del sistema operativo. Chi possiede ancora un dispositivo fermo a iOS 18.4, 18.5, 18.6 o 18.7 è invitato a non rimandare oltre l’installazione della patch, unico argine efficace per interrompere il vettore di attacco sfruttato da DarkSword. La scoperta arriva a brevissima distanza da quella di Coruna, un’altra vulnerabilità che aveva già messo in allarme gli addetti ai lavori, confermando come la sicurezza degli ecosistemi Apple, storicamente considerati meno permeabili, stia affrontando una fase di pressione crescente.

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