Il Barcellona vola a 7: la rimonta sul Metropolitano affonda l’Atletico e il Real Madrid affonda a Maiorca

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È bastato l’intervallo di una manciata di minuti, nel primo tempo, per ribaltare la narrazione di una stagione. Nel big match della 30ª giornata di Liga, trasmesso in diretta da Mediaset su Canale 20, il Barcellona ha espugnato il Metropolitano con un 2-1 che non è solo un risultato pesantissimo in classifica, ma un vero e proprio colpo psicologico a otto giornate dal termine. La squadra di Hansi Flick, grazie a questa vittoria combinata con il contemporaneo crollo del Real Madrid in casa del Maiorca (2-1), si ritrova così con sette lunghezze di vantaggio sui Blancos, un lusso che a questo stadio della competizione sembra regalare una sicurezza quasi definitiva.

L’errore arbitrale e l’istante di Rashford

La partita, arbitrata da Busquets Ferrer, ha avuto un copertone decisamente elettrico già nella prima frazione. L’Atletico, nonostante le assenze pesanti (Oblak infortunato e Marcos Llorente squalificato) e con un occhio di riguardo ai prossimi impegni di Champions, era passato in vantaggio al 39° minuto. A firmarlo è stato Giuliano Simeone, il figlio del Cholo, che ha sfruttato un vistoso buco nella difesa avversaria (un fuorigioco saltato) per battere Joan Garcia in un faccia a faccia. Tuttavia, la gioia dei Colchoneros è durata appena tre minuti: Marcus Rashford, preso in prestito per sopperire all’assenza di Raphinha, ha finalizzato un triangolo perfetto con Dani Olmo, infilando il pallone tra le gambe del portiere Musso per l’1. A cambiare l’inerzia del match, però, è stato il cartellino rosso diretto mostrato a Nico Gonzalez al 45+1’, punito per un intervento da ultimo uomo su Lamine Yamal. Una decimazione che ha costretto Simeone a giocare tutta la ripresa in inferiorità numerica.

L’assedio catalano e la beffa di Lewandowski

Nella seconda frazione, con l’uomo in più, il Barcellona ha stretto l’assedio nella trequarti dell’Atletico. La trama del gioco è diventata un monologo: Lamine Yamal, scatenato sulla fascia, seminava il panico, mentre Ferran Torres (entrato nel finale) si vedeva respingere la conclusione da un superbo intervento di Musso. Sembrava che i padroni di casa, pur in dieci, potessero resistere fino al novantesimo, considerando anche l’espulsione inizialmente comminata a Gerard Martin (poi revocata dal Var per un fallo duro ma non da rosso). Ma all’87’, proprio quando il pareggio sembrava scritto, è arrivata la giocata decisiva: João Cancelo si è fatto strada in area e il suo tiro-cross è stato deviato da Musso; sulla respinta, il più lesto è stato Robert Lewandowski, entrato dalla panchina pochi minuti prima, che ha ribadito in rete di spalla, regalando il 2-1 ai Blaugrana. Un gol sporco, quasi casuale, che vale tre punti pesantissimi.

Le scelte di Simeone e l’allungo decisivo

È evidente come il tecnico dell’Atletico, Diego Simeone, abbia pagato a caro prezzo le rotazioni effettuate in vista del prossimo impegno. Senza pedine chiave come Julian Alvarez e Lookman (lasciati a riposo), il Cholo ha dovuto schierare una formazione rimaneggiata che ha retto fino a un certo punto. L’espulsione di Nico Gonzalez ha complicato ulteriormente i piani di una squadra che, pur con grande cuore, non ha più avuto le energie per arginare la velocità di Yamal e la fantasia di Olmo. Per il Barcellona, invece, si tratta di un allungo che profuma di Titolo il vantaggio di sette punti sul Real Madrid (che ha incassato la rete decisiva dell’ex laziale Muriqi nei minuti di recupero a Maiorca) è un margine significativo. Con il Clasico in programma il 10 maggio, i catalani sanno di avere il destino nelle proprie mani, potendo addirittura gestire le energie in vista del doppio confronto ravvicinato con questi stessi Colchoneros nei quarti di Champions League.

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