Petardo ad Audero, il teppista perde tre dita e finisce in manette dopo l’aggressione in curva
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Redazione Sport
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Un episodio di violenza, tra i più gravi degli ultimi anni nei campionati italiani, ha segnato il match tra Cremonese e Inter allo stadio Zini, quando un petardo lanciato dalla curva ospite ha colpito in pieno il portiere di casa Emil Audero all’inizio della ripresa. L’oggetto, esploso a pochi passi dal giocatore – che, dopo essere rimasto a terra per qualche secondo stordito, si è rialzato senza gravi conseguenze apparenti –, ha immediatamente fermato il gioco, gettando nello sconcerto l’impianto. La dinamica, peraltro, si è rivelata solo in un secondo momento ben più intricata e tragica, coinvolgendo direttamente l’autore del gesto, il quale, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe subito a sua volta ferite gravissime a causa di un secondo ordigno esplosogli in mano prima del lancio.
La ricostruzione e le gravissime ferite
Le forze dell’ordine, che hanno analizzato filmati e raccolto testimonianze, avrebbero infatti già individuato il responsabile: un tifoso interista il cui gesto temerario gli è costato, come riferito dai giornali, la perdita di tre dita della mano. L’uomo, che maneggiava un secondo petardo destinato forse ad essere lanciato, sarebbe stato vittima di una deflagrazione anticipata mentre si trovava ancora tra la folla del settore. Un fatto, questo, che non solo ne ha minato l’integrità fisica in modo permanente, ma che ha anche innescato una reazione violenta e immediata da parte degli stessi sostenitori nerazzurri vicini a lui, i quali, in un parossismo di rabbia autopunitiva, lo avrebbero aggredito prima che i soccorsi potessero intervenire.
Il percorso giudiziario e le conseguenze sportive
Trasportato d’urgenza in ospedale per le gravi mutilazioni subite, il tifoso è quindi passato dalle cure mediche alle manette, essendo stato formalmente arrestato dalle autorità. Sul fronte sportivo, invece, la partita – terminata con il risultato di 0-2 per i milanesi – verrà omologata regolarmente, poiché l’interruzione, seppur drammatica, non ha inficiato lo svolgimento della gara, anche grazie alla pronta ripresa di Audero. La Società interista, tuttavia, dovrà affrontare le inevitabili sanzioni economiche e, probabilmente, misure disciplinari che riguarderanno i propri settori di tifo, con una chiusura della curva ospite in futuro che appare come un’ipotesi concreta, sebbene le decisioni spettino agli organi competenti.
Il clima e le responsabilità
L’accaduto riporta l’attenzione, in modo brutale, sui rischi connessi all’introduzione e all’uso di materiale pirotecnico negli stadi, una piaga contro cui le istituzioni e il mondo del calcio si battono da tempo con risultati alterni. La vicenda del tifoso interista, tra l’autoferimento e la successiva aggressione subita, delinea un quadro di degenerazione che va ben oltre la semplice intemperanza, mostrando un meccanismo di violenza che si autoalimenta e che finisce per colpire, in una spirale perversa, persino chi la innesca. Rimane, a margine di tutto, l’amarezza per un pomeriggio di sport trasformato in un caso di cronaca nera, dove le uniche conseguenze certe sono quelle fisiche per un uomo mutilato e quelle giudiziarie che ora dovrà affrontare.




