Insulti e violenza dopo Cremonese-Inter, il tifoso che lanciò il petardo perde tre dita

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il clamore per il petardo esploso vicino al portiere Emil Audero, durante la partita di Serie A tra Cremonese e Inter, ha aperto la strada alla ricostruzione di altri episodi di violenza, accaduti fuori dallo stadio Zini, che hanno offuscato ulteriormente la serata sportiva. Mentre le indagini sportive e giudiziarie sono in corso, infatti, è emerso che un gruppo di sostenitori nerazzurri ha aggredito, nei pressi della stazione ferroviaria, alcune persone di origine nordafricana. Gli insulti razzisti, che hanno preceduto l’assalto, sono stati seguiti da calci, pugni e perfino colpi inferti con delle cinghie, in un episodio di brutale intolleranza che la polizia sta ora esaminando con attenzione.

Le valutazioni dell'Osservatorio e le attese per il giudice sportivo

In attesa del pronunciamento del Giudice Sportivo, previsto per mercoledì, il presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, Maurizio Improta, ha fornito qualche chiarimento durante un intervento radiofonico. “Stiamo valutando e facendo riflessioni sulla base delle notizie che ci arrivano dalla Questura di Cremona”, ha dichiarato, sottolineando come sia prematuro, al momento, ipotizzare provvedimenti estremi come la chiusura della curva interista. Le sue parole lasciano intendere che l’istituzione sta seguendo da vicino la complessa evoluzione del caso, che unisce dinamiche di ordine pubblico a questioni di disciplina sportiva.

La posizione dell'Inter Club e le conseguenze per l'autore

A prendere le distanze dall’accaduto in campo è stato, in modo sorprendente, proprio l’Inter Club di San Marino, il cui comunicato ha rivelato come l’autore del lancio fosse un proprio socio. “Ci assumiamo la responsabilità che un nostro socio fosse presente a Cremona”, si legge nella nota, la quale precisa però l’impossibilità di prevederne le intenzioni. Quello che il club non ha menzionato, ma che è trapelato attraverso altre fonti, è la gravità delle conseguenze fisiche subite dall’uomo: il petardo, esplosogli in mano, gli sarebbe infatti costato la perdita di tre dita, un dettaglio che aggiunge drammaticità a un gesto già di per sé gravemente lesivo.

Le possibili sanzioni per la società nerazzurra

Sul fronte delle possibili ripercussioni per la società interista, gli esperti di diritto sportivo tendono a escludere, in questo specifico frangente, una penalizzazione in classifica. Come spiegato dal giurista Afeltra, il fatto che Audero sia riuscito a concludere l’incontro senza abbandonare il campo rappresenterebbe un elemento fondamentale, escludendo l’applicazione della sanzione massima. È invece più probabile, stando all’interpretazione delle norme, che la società possa vedersi comminare un’ammenda, la chiusura di alcuni settori dello stadio o, in uno scenario più severo, l’obbligo di disputare una gara a porte chiuse. Restano comunque in primo piano, come emerge dal dibattito, sia l’aggressione razzista avvenuta in stazione, su cui le autorità competenti stanno lavorando, sia le severe condizioni di salute del tifoso responsabile del lancio in campo.

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