Brutto episodio a Cremona, un petardo colpisce il portiere Audero in Cremonese-Inter
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Redazione Sport
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La partita tra Cremonese e Inter, che si è conclusa con il successo degli ospiti per 2-0, è stata funestata da un gesto gravissimo che ha riportato alla mente pagine buie del calcio. All’inizio del secondo tempo, quando il cronometro segnava appena tre minuti e dodici secondi dalla ripresa, un petardo è stato lanciato dalla curva occupata dai sostenitori nerazzurri ed è esploso a brevissima distanza dal portiere della Cremonese, Emil Audero. L’estremo difensore, che ha vestito la maglia dell’Inter nelle giovanili, è crollato immediatamente a terra, colpito dall’ordigno alla gamba e stordito dall’onda d’urto e dal fragore dell’esplosione, che gli ha provocato un forte dolore all’orecchio.
Immediate reazioni in campo e paura per il portiere
Il match, come spesso accade in simili circostanze, è stato momentaneamente sospeso mentre i sanitari e i calciatori accorrevano verso Audero, il quale, dopo alcuni minuti di concitata apprensione, è riuscito a rialzarsi e a riprendere il suo posto tra i pali, consentendo la ripresa delle ostilità sportive. Sul campo, diversi giocatori dell’Inter – tra i quali si sono distinti per sollecitudine Dimarco, Lautaro e Bastoni – si sono avvicinati all’ex compagno per sincerarsi delle sue condizioni, condannando con gesti plateali il comportamento dei propri tifosi e cercando, in un certo senso, un dialogo con la curva.
La condanna del presidente Marotta e il ferimento dell'autore
Dal punto di vista istituzionale, la replica del club milanese non si è fatta attendere, con il presidente Giuseppe Marotta che ha definito il gesto come “insulso”, sottolineando come si sia trattato di una situazione inedita nella sua lunga carriera dirigenziale. Un episodio che, al di là delle dichiarazioni di circostanza, apre inevitabilmente un capitolo giudiziario, considerato che l’autore del lancio – stando alle prime ricostruzioni – avrebbe riportato ferite gravi, perdendo alcune dita a causa della prematura esplosione dell’ordigno. Il tifoso, soccorso e trasportato in ospedale, dovrà quindi rispondere delle sue azioni di fronte alla legge una volta dimesso.
Il ricordo di un brutto precedente che torna d'attualità
La dinamica dell’accaduto, pur nella sua unicità, ha inevitabilmente sollevato un velo di amarezza e riportato alla memoria un episodio analogo che segnò profondamente il calcio italiano. Era il 12 aprile 2005 quando, in un derby di Champions League, il portiere del Milan Nelson Dida venne colpito al volto da un fumogeno lanciato dalla curva interista. Quel fatto, che portò alla squalifica del settore e a severe condanne, sembrava appartenere a un’era superata, ma l’incidente di Cremona dimostra come certi pericoli siano sempre in agguato, ponendo interrogativi sulla sicurezza negli stadi che vanno ben oltre il singolo caso.




