Arrestato a Cremona il tifoso che lanciò il petardo contro il portiere Audero
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La polizia di Stato ha eseguito un arresto differito nei confronti di un ultrà interista, un diciannovenne ritenuto responsabile di aver scagliato un petardo contro il portiere della Cremonese, Emil Audero, nel corso della partita di campionato giocata domenica scorsa allo stadio Giovanni Zini. L’episodio, che ha provocato la sospensione temporanea dell’incontro per consentire l’intervento dei sanitari sul giocatore caduto a terra in stato di evidente stordimento, è stato ricostruito dagli investigatori attraverso le immagini video che hanno immortalato il preciso momento del lancio dall’area occupata dai tifosi ospiti, permettendo così l’identificazione del presunto autore del gesto.
La dinamica dell’episodio e l’identità del fermato
Il petardo, di notevoli dimensioni e descritto come una vera e propria bomba carta, è stato lanciato alcuni minuti dopo l’inizio del secondo tempo, esplodendo a brevissima distanza dal calciatore. L’uomo fermato, legato al gruppo di sostegno noto come “Viking”, non è la stessa persona per cui si era diffusa inizialmente la notizia di un ricovero in ospedale, un tifoso romagnolo rimasto ferito a una mano per lo scoppio accidentale di un altro ordigno che avrebbe avuto con sé. Le indagini della Digos della questura di Cremona, che hanno portato all’arresto, si sono concentrate proprio sull’analisi del filmato, nel quale si vede distintamente l’individuo compiere il lancio in direzione del campo.
Le indagini proseguono su altri lanci
Sebbene un fermo sia già stato eseguito, le attività investigative non si considerano concluse, poiché i poliziotti sono al lavoro per far luce anche su altri lanci di oggetti pirotecnici verificatisi poco prima del fischio d’inizio della stessa gara. Questo aspetto, che amplia il perimetro delle verifiche, indica come gli inquirenti intendano ricostruire l’intera sequenza di eventi illeciti accaduti in quella serata allo Zini, non limitandosi al solo episodio più grave e di maggiore impatto mediatico che ha avuto come protagonista il portiere.
Il contesto e la reazione delle forze dell’ordine
L’arresto differito, strumento che consente di formalizzare la privazione della libertà personale dopo le prime e immediate fasi delle indagini, rappresenta l’esito di un’attenta analisi delle immagini di videosorveglianza e delle riprese televisive, le quali hanno offerto prove ritenute decisive. L’episodio si inserisce in un più ampio filone di interventi delle forze dell’ordine tesi a reprimere con maggior determinazione condotte violente all’interno degli stadi, trattandosi di fatti che, oltre a rappresentare gravi reati, pongono a diretto rischio l’incolumità delle persone, siano esse atleti, tifosi o addetti ai lavori.




