Europei di nuoto 2026, Martinenghi e Razzetti trascinano l'Italnuoto a Parigi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Sono ore decisive per l'Italnuoto, quella formazione che da anni ormai si è guadagnata sul campo un posto tra le potenze del nuoto mondiale e che in questa calda estate parigina torna a tuffarsi nell'Olympic Aquatic Centre, lo stesso impianto che due anni fa ha fatto da cornice alle Olimpiadi e che oggi si prepara ad accogliere le gare dei Campionati Europei.
Perché il nuoto italiano, si sa, non vive di ricordi né di glorie passate, ma si nutre di continuità e di talenti pronti a prendersi la scena, come dimostra la composizione di una delegazione che conta ben 48 atleti convocati per questa rassegna che, oltre a rappresentare un importante banco di prova a metà del cammino verso Los Angeles 2028, segna anche il ritorno in gara - seppur sotto bandiera neutrale - degli atleti russi, un elemento che aggiunge ulteriore spessore alla competizione.
Martinenghi show: il secondo tempo gli apre le porte della semifinale
La memoria corre inevitabilmente a quel 2024 quando Nicolò Martinenghi, con un guizzo che solo i grandissimi sanno regalare, salì sul gradino più alto del podio olimpico in questa stessa vasca, e oggi il ventisettenne di Azzate ha dimostrato di non aver perso un grammo della sua determinazione né della sua capacità di gestire le pressioni. Nella sua prova di qualificazione dei 100 metri rana, Martinenghi ha infatti staccato il pass per il turno successivo con il secondo tempo assoluto, fermando il cronometro su un incoraggiante 59.11, ottenuto grazie a un parziale di 27.86 sui primi 50 metri e un rientro in 31.25 nella seconda metà della gara, una prestazione che sebbene non sia ancora da primato personale ha comunque confermato lo stato di forma e la lucidità tattica del campione italiano.
E proprio la gestione della gara, in un contesto come quello europeo dove ogni centesimo può fare la differenza, è stata la chiave che ha permesso a Martinenghi di evitare inutili sprechi di energia, dosando le forze in vista degli impegni più gravosi che lo attendono nelle fasi finali della competizione, quelle in cui si giocano le medaglie e dove la sua esperienza e il suo fisico possano fare la differenza.
La semifinale è dunque un traguardo già centrato, ma la consapevolezza di poter ambire a qualcosa di più è palpabile nell'aria, tanto più che il nuotatore azzurro ha dimostrato di trovarsi a proprio agio in questa vasca che gli ha già regalato una gioia immensa.
Razzetti in finale: il terzo crono accende i sogni nei 400 misti
Se Martinenghi ha brillato nei 100 rana, l'altra grande notizia della mattinata parigina arriva dai 400 metri misti, dove Alberto Razzetti ha letteralmente strappato il biglietto per la finale grazie al terzo tempo complessivo, una prestazione che apre scenari interessanti per la serata e che assume un valore ancora maggiore alla luce dell'assenza del campione olimpico di casa, Leon Marchand, fermato da un risentimento all'adduttore che ha inevitabilmente riaperto i giochi per la vittoria finale.
Razzetti, primo azzurro a scendere in vasca in questi Europei, ha affrontato la prova con la maturità di un atleta che conosce le difficoltà di una gara lunga e impegnativa come i 400 misti, dove la componente fisica e quella mentale si fondono in un mix esplosivo e dove ogni errore di gestione delle energie può rivelarsi fatale.
Il ligure ha saputo dosare alla perfezione le proprie forze, nuotando con grande intelligenza e mettendo in mostra una frazione a farfalla e una a rana di ottimo livello, per poi concedersi qualche attimo di respiro nella parte a dorso e amministrare con oculatezza la chiusura a stile libero, senza mai forzare oltre il necessario ma mantenendosi sempre in una posizione utile per centrare la qualificazione, un obiettivo che ha raggiunto senza patemi e con un margine che gli consente di presentarsi alla finale con le batterie cariche e con la giusta dose di consapevolezza.
La giornata di pausa che ha preceduto questa tornata di gare è stata probabilmente utile per ricaricare le pile e preparare al meglio gli impegni che attendono la nutrita pattuglia azzurra, composta da 16 atleti che prenderanno parte alle varie semifinali e finali in programma, oltre alle due staffette che rappresentano sempre un banco di prova importante per il movimento italiano. Le batterie sono iniziate alle 9.30, mentre dalle 18.30 in poi la piscina dell'Olympic Aquatic Centre si accenderà con le semifinali e le finali che assegneranno le prime medaglie di questi Europei, con l'Italia che si presenta all'appuntamento con l'obiettivo di confermare il proprio status di protagonista assoluta, come del resto già dimostrato nelle recenti rassegne internazionali.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
