Arbitro assicurativo, da giovedì via libera ai ricorsi a 20 euro
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Redazione Economia
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Dal 15 gennaio, data che segna l'avvio operativo dell'Arbitro Assicurativo, si apre una nuova fase per la risoluzione delle controversie nel settore. Questo organismo, la cui istituzione è stata fortemente voluta dall'Ivass per alleggerire il carico della giustizia ordinaria e offrire una via più celere ai cittadini, rappresenta di fatto un canale stragiudiziale al quale ci si potrà rivolgere senza necessariamente avvalersi di un legale. La procedura, che è stata delineata con l'obiettivo di garantire imparzialità e indipendenza, prevede un costo forfettario di venti euro, una somma modesta che verrà interamente rimborsata nel caso in cui il ricorso presentato venga accolto dall'arbitro. Un meccanismo, questo, che intende evidentemente rimuovere un possibile ostacolo economico all'accesso, incoraggiando il ricorso a uno strumento pensato per essere snello.
I termini e le tempistiche della nuova procedura
Il funzionamento dell'Arbitro Assicurativo, il cui iter è consultabile sul portale dedicato, si basa su tempi definiti e, almeno nelle intenzioni, stringenti. L'organismo è tenuto a pronunciarsi entro un termine massimo di centottanta giorni dalla presentazione della domanda, un lasso di tempo che, sebbene non brevissimo, risulta comunque inferiore a quello di molte cause civili. Per le dispute di maggiore complessità, che richiedono un esame più approfondito della documentazione e delle contestazioni, è prevista la possibilità di una sola proroga, la quale non può superare i novanta giorni aggiuntivi. Tale scadenzario, che alcuni potrebbero giudicare ampio, costituisce nondimeno un primo tentativo di introdurre una previsione certa nella conclusione di una vertenza, elemento spesso carente nei percorsi giudiziari tradizionali.
Il campo di applicazione e le aspettative della vigilanza
La competenza dell'AAS si estende alle controversie che insorgono tra i clienti, siano essi privati o imprese, e le compagnie di assicurazione, oltre che verso gli intermediari del settore. La nascita di questo strumento, che segue un percorso analogo a quello già intrapreso nel comparto bancario con l'arbitro per le controversie finanziarie, non si limita alla mera funzione di giudice di una singola lite. Fonti vicine all'autorità di vigilanza, infatti, auspicano che l'arbitro possa assurgere a un ruolo più ampio, trasformandosi in un osservatorio privilegiato sulle criticità sistemiche e sulle prassi commerciali più discusse. La raccolta e l'analisi dei ricorsi, che offriranno una fotografia dettagliata delle aree di maggior attrito, potranno così fornire all'Ivass indicazioni preziose per intervenire, laddove necessario, con regolamentazioni più mirate a protezione dell'intero mercato.
Una possibile svolta per la tutela dei consumatori
L'efficacia reale di questo nuovo canale, che molti accolgono come una piccola rivoluzione nel rapporto spesso asimmetrico tra assicurato e compagnia, sarà misurabile solo con il suo concreto dispiegarsi. La sua architettura, che punta sulla rapidità, sui costi contenuti e sull'assenza dell'obbligo di patrocinio, cerca di rispondere a un'esigenza diffusa di giustizia accessibile. Se l'organismo riuscirà a mantenere le promesse, emanando decisioni tempestive e percepite come eque, potrebbe davvero diventare un punto di riferimento primario per chi intende vedersi riconosciuto un diritto senza affrontare le lungaggini e le spese di un processo. La sua operatività, che inizia in questi giorni, è dunque attesa con interesse da molte parti, nella speranza che possa tradursi in una tutela più tangibile e meno farraginosa di quella attuale.




