Il Mediterraneo brucia: temperature da record e rischi per l’ecosistema
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Redazione Interno
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Le acque del Mediterraneo hanno raggiunto livelli di riscaldamento mai registrati prima, con una temperatura media di 21,15°C e picchi che superano di oltre 3,5°C le medie stagionali, dal Nord Adriatico alle Cinque Terre. Le anomalie termiche, che si spingono fino a 40 metri di profondità, rappresentano un’emergenza silenziosa ma drammatica, destinata a incidere sull’intero ecosistema marino.
Secondo Greenpeace, il 2024 si conferma l’anno più caldo per il "Mare Nostrum", con valori che, sia d’inverno sia d’estate, hanno superato di 0,5°C-1°C la media climatologica, toccando in alcune zone punte di +2,5°C. «La biodiversità del Mediterraneo è un patrimonio unico, ma rischiamo di perderlo se non proteggiamo più aree marine e non tagliamo le emissioni», avverte Valentina Di Miccoli, campaigner mare di Greenpeace Italia.
I dati, raccolti dal 1982 a oggi, non lasciano dubbi: siamo di fronte a un’anomalia senza precedenti, forse la più grave da secoli. Gian Filippo Parodi, esperto meteo, ha lanciato un ulteriore allarme: «Domenica c’è rischio di derecho», un fenomeno tempestoso violento legato proprio all’eccesso di energia termica accumulata dalle acque.




