Geolier al Maradona, la scaletta dei tre concerti e l’easter egg di Google
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sono tre le notti, quelle dal 26 al 28 giugno, in cui il cielo di Fuorigrotta si tinge dei colori e dei suoni del rap napoletano. Geolier, all’anagrafe Emanuele Palumbo, torna a casa e lo fa nel tempio del calcio cittadino, lo Stadio Diego Armando Maradona, dove lo attendono 150.000 spettatori per quella che si preannuncia come una delle tappe conclusive più attese del suo "Geolier Stadi 2026".
L’evento, che ha già fatto registrare il tutto esaurito da mesi, rappresenta il ritorno dell’artista nella sua città dopo il successo delle date milanesi, romane e messinesi, e per l’occasione il palco si prepara ad accogliere uno spettacolo che promette di essere un vero e proprio viaggio nella carriera del rapper di Secondigliano.
La scaletta dei concerti allo Stadio Maradona
Sebbene non sia stata diffusa una lista ufficiale e definitiva, le canzoni che Geolier porterà sul palco del Maradona ricalcano fedelmente l’impianto dello show già ammirato nelle precedenti tappe del tour, come quella di San Siro. L’ordine dei brani, suddiviso in quattro capitoli narrativi che richiamano le fasi della sua vita e della sua musica, è stato anticipato da diverse testate e vede alternarsi i grandi successi che hanno segnato la sua ascesa.
La scaletta, che potrebbe subire variazioni in base alla presenza di ospiti a sorpresa, include ormai dei veri e propri inni per il pubblico, da "El Pibe de Oro" e "Nu parl, nu sent, nu vec" fino a "081" e "Me vulev fa ruoss", per poi proseguire con "Scumpar", "Capo" e "1H".
Il cuore dello spettacolo, della durata di oltre due ore, si snoda poi attraverso una serie di medley che condensano anni di successi in pochi minuti di pura energia, come nel caso di "X Caso", "M’ manc" e "2 giorni di fila", per arrivare a brani più recenti e sentiti come "Stelle", "Napoletano" e "Mai per sempre". Non mancano ovviamente i pezzi che hanno segnato il suo percorso artistico, come "Chiagne" con Lazza, "Moncler" e "Fotografia", fino a "Episodio d’amore" e il medley di "Vogl sul a te" con "Na catena".
La seconda parte del concerto si fa più intensa e coinvolgente con hit come "Bad Bad Bad" (in collaborazione con Shiva), "Narcos" e "Olè" (con Kid Yugi), per poi scatenare il pubblico con "Amo ma chi t sap" e "Cadillac" in compagnia di MV Killa.
Il gran finale tra successi e sorprese
La chiusura dello show è affidata a una sequenza di brani che rappresentano il suo presente e il suo futuro, tra cui spiccano "Facil Facil", "Un ricco e un povero" e "Canzone d’amore", per poi passare a pezzi più riflessivi come "Il male che mi fai" e "Campioni in Italia". L’epilogo è tutto dedicato ai fan più affezionati, con "P Secondigliano", "Tutto è possibile", "Sonnambulo" e la celebre "I p’ me, tu p’ te", brano che lo ha reso celebre al Festival di Sanremo 2024.
Il sipario si chiude idealmente con "Finché non si muore", "Come vuoi", "A Napoli non piove" e "Give You My Love", a suggellare un’esperienza che, per i tre giorni napoletani, si preannuncia indimenticabile per i cinquantamila spettatori di ogni serata.
Un easter egg per Geolier
A coronamento di questo momento di grande visibilità, a partire proprio da oggi, 26 giugno, Google ha deciso di celebrare il rapper partenopeo con un riconoscimento senza precedenti per un artista musicale italiano.
Digitando il nome "Geolier" sulla barra di ricerca del motore di ricerca, la pagina dei risultati si anima con un easter egg, una sorta di animazione nascosta che fa comparire sullo schermo una pioggia di simboli iconici legati al suo universo artistico: occhiali da sole, cappellini con la visiera e microfoni, il tutto accompagnato da coriandoli bianco-azzurri.
Si tratta di un’iniziativa che il colosso di Mountain View riserva solitamente a personaggi della cultura pop e che, per la prima volta, viene dedicata a un cantante italiano.
L’animazione, attiva per un mese intero, è un omaggio che arriva proprio nel giorno del primo dei tre concerti sold-out al Maradona, sottolineando il legame tra l’artista e la sua città natale e la crescente influenza della sua musica sulla scena nazionale e internazionale. Un gesto che, se da un lato celebra il successo del rapper di Secondigliano, dall’altro lo consacra come un fenomeno mediatico capace di attirare l’attenzione anche dei giganti della tecnologia, confermando il suo status di icona per le nuove generazioni.




