Terremoto in Sicilia, due forti scosse nel Tirreno meridionale: panico e sciame sismico tra Messina e Palermo
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Redazione Interno
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La terra non ha dato tregua nella notte tra il 20 e il 21 marzo, quando il settore tirrenico meridionale, al largo delle coste siciliane, è stato letteralmente squassato da due scosse ravvicinate, di magnitudo significativa, che hanno risvegliato la popolazione in un’ampia area compresa tra la provincia di Messina, il Palermitano e perfino la costa calabrese. La prima, la più intensa, è stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 2:46, con una magnitudo che ha oscillato, nelle prime rilevazioni, tra 4.8 e 5.3 per poi essere ricalibrata a 4.6; l’ipocentro è stato localizzato a una profondità di 29 chilometri, nel tratto di mare antistante l’arcipelago delle Eolie, a ovest dell’isola di Alicudi. A distanza di appena tre minuti, esattamente alle 2:49, una seconda scossa, di magnitudo 4.3, ha colpito la medesima area seppur con un ipocentro più superficiale, fermo a 10,9 chilometri di profondità, spostando il proprio epicentro leggermente più a sud, lungo la latitudine di Lipari.
Una notte di paura tra le isole e lungo le coste
Se le due scosse principali sono state nettamente percepite dalla popolazione, il timore è rimasto alto nelle ore successive a causa di un prolungato sciame sismico che ha interessato la zona. Dopo i due eventi principali, la sala operativa dell’Ingv ha contato almeno una dozzina di repliche di intensità minore, con magnitudo comprese tra 2 e 3, concentrate nella medesima area marina a largo dell’arcipelago. A fare la differenza, oltre alla sequenza temporale serrata, è stata l’ampiezza dell’area interessata dalla percezione del fenomeno: se nelle Isole Eolie il boato e il sussulto sono stati violenti, tanto da far scendere in strada i residenti e i pochi turisti presenti in questo periodo di bassa stagione, il movimento tellurico si è propagato per decine di chilometri, raggiungendo in modo distinto non solo i centri costieri della provincia di Messina, ma anche Palermo città e le sue periferie, oltre a vaste zone della provincia di Reggio Calabria, sulla sponda opposta dello Stretto.
L’attività sismica in un’area ad alta complessità geologica
L’area interessata, quella del mar Tirreno meridionale, è storicamente nota per una complessa attività sismotettonica, caratterizzata dalla presenza di strutture crostali profonde legate alla subduzione della placca ionica. Proprio questa configurazione geologica, spiegano gli esperti i cui dati sono stati elaborati dall’Ingv, rende la zona particolarmente soggetta a sciami e a eventi di magnitudo anche rilevante, sebbene in questo caso i valori, pur essendo nettamente avvertiti dalla popolazione, non abbiano raggiunto livelli tali da far ipotizzare danni strutturali estesi in via immediata. Resta tuttavia da accertare, attraverso i sopralluoghi della protezione civile e dei vigili del fuoco nelle aree insulari e nei centri abitati della costa, se si siano verificati crolli localizzati, lesioni o smottamenti secondari. Le verifiche, concentrate soprattutto sui comuni dell’arcipelago eoliano, sono in corso, con i mezzi di soccorso che hanno raggiunto le zone più isolate per escludere la presenza di frane o dissesti lungo le strade di collegamento.
Le ripercussioni su una terra abituata a convivere con il rischio
La duplice scossa, arrivata a pochi minuti l’una dall’altra, ha riacceso il campanello d’allarme in una regione che conserva ancora il ricordo doloroso degli eventi sismici del passato. Sebbene la magnitudo degli eventi non rientri nella categoria distruttiva, la combinazione tra la prima scossa di magnitudo 4.6, più profonda ma di intensità maggiore, e la successiva di 4.3, più superficiale e quindi più “sentita” a livello locale, ha generato un effetto cumulativo notevole. I residenti dei comuni tirrenici, in particolare quelli affacciati sul mare tra Milazzo e Cefalù, hanno riferito di aver avvertito un forte boato iniziale seguito da una scossa prolungata; molti sono scesi in strada in attesa di notizie, mentre i sindaci hanno attivato i centri operativi comunali per monitorare la situazione. Le autorità, attraverso i canali di protezione civile, hanno diffuso raccomandazioni alla calma, pur invitando alla massima attenzione in considerazione della sequenza sismica in corso. L’attenzione resta alta, in attesa dell’evoluzione dello sciame che, per sua natura, potrebbe continuare a manifestarsi con nuovi eventi di minore entità nelle prossime ore.




