Deva Cassel e il debutto da protagonista: «Il vero dono è amare, non essere amati»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Roma – Deva Cassel ha ventidue anni e un cognome che pesa quanto un macigno, ma sul red carpet della Festa del Cinema di Roma si muove con una naturalezza che spiazza. Figlia di Monica Bellucci e Vincent Cassel, l’attrice ha presentato in anteprima mondiale L’amore immortale, il film diretto da Alexandre Castagnetti che la vede per la prima volta nel ruolo di protagonista assoluta. Nel cast anche Romain Duris e Julien de Saint-Jean, mentre la distribuzione italiana è affidata a 01 Distribution.

Una ballerina tra realtà e fantasma

La pellicola è una rilettura contemporanea del classico di Gaston Leroux, Il fantasma dell’Opera, e si tratta del primo adattamento cinematografico in lingua francese del romanzo pubblicato nel 1910. Cassel interpreta Anastasia, una giovane ballerina di origini rumene che riesce a entrare nella compagnia dell’Opéra Garnier di Parigi. Qui viene scelta per danzare in Orpheus, un’opera maledetta che la tradizione attribuisce al misterioso Fantasma.

Durante le prove, Anastasia si innamora di un enigmatico pianista, rimanendo invischliata in una relazione impossibile, sospesa tra incidenti inspiegabili e rivelazioni che affiorano dietro la maschera.

Tre mesi di allenamento partendo da zero

Per calarsi nei panni di una danse professionista, l’attrice si è sottoposta a una preparazione fisica intensa, lei che di danza classica non aveva mai fatto nulla prima. «Ho studiato per tre mesi, dalle nove del mattino alle sei di pomeriggio, sei giorni su sette», ha raccontato a margine della presentazione romana. Un lavoro che l’ha messa a dura prova, soprattutto quando si è trattato di girare le scene di ballo dal vero all’interno del teatro parigino, davanti a un pubblico di comparse.

«La prima volta non me la sentivo, ero molto stressata», ha ammesso, spiegando di aver trovato la determinazione necessaria solo ripensando agli sforzi accumulati nei mesi precedenti. Ad affiancarla sul set c’era anche una controfigura, che Cassel ha definito «un’amica» e grazie alla quale ha potuto osservare dal monitor il movimento di una vera ballerina.

Il legame con il soprannaturale e la lezione dei genitori

Il film ha attirato l’attrice anche per la sua componente sovrannaturale, un tema verso cui confessa una fascinazione personale. «Non so se credo ai fantasmi, ma mi piace pensare che esistano entità e forze più grandi di noi, capaci di guidarci», ha dichiarato, aggiungendo di aver avuto esperienze che definisce quasi paranormali. Sul fronte sentimentale, invece, la riflessione si fa più intima e chiama in causa l’educazione ricevuta in famiglia. «Il vero regalo non è essere amato, ma amare», ha detto, riportando l’insegnamento che i genitori le hanno trasmesso.

Un principio che, secondo l’attrice, si traduce in ascolto e pazienza, in un sentimento incondizionato che prescinde da ciò che l’altro può restituire.

Il passato nella moda e il desiderio di cinema

Prima di approdare sul grande schermo, Cassel ha attraversato il mondo della moda, un ambiente che conosce bene e che non rimpiange. «Sono grata delle esperienze che ho fatto», ha spiegato, sottolineando però una differenza sostanziale rispetto alla recitazione: nel modelling il corpo diventa uno strumento di lavoro e una pagina bianca su cui si proietta lo sguardo altrui, mentre il cinema permette di raccontare una storia attraverso la musica, le parole e il movimento.

Dopo un piccolo ruolo ne La bella estate e la partecipazione alla serie Netflix Il Gattopardo, questo film segna per lei un passaggio di scala, con tutte le responsabilità che comporta. «È un progetto molto più grande di me», ha commentato, senza nascondere che la paura del giudizio rappresenti uno stimolo a dare il meglio.

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