Iperammortamento senza confini: il governo rimuove il vincolo "Made in Ue"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo italiano, come annunciato dal viceministro all'Economia, sta lavorando per rimuovere il limite territoriale che, nel quadro del nuovo piano Transizione 5.0, condizionava l'accesso al beneficio fiscale dell'iperammortamento ai soli beni strumentali prodotti all'interno dei confini dell'Unione Europea. Una scelta, quella di introdurre la cosiddetta clausola "Made in Ue" durante l'ultima manovra di bilancio, che rischiava di porre gli imprenditori nazionali di fronte a un paradosso, costringendoli a escludere dal fondamentale incentivo tecnologie avanzate disponibili solo su mercati extracomunitari o componenti essenziali di filiere globali.

Un correttivo necessario per non penalizzare le imprese

Proprio la consapevolezza di questi possibili effetti collaterali, i quali avrebbero potuto ostacolare piuttosto che promuovere la modernizzazione del sistema produttivo, aveva già spinto il ministero delle Imprese a cercare, nelle bozze del decreto attuativo, interpretazioni più elastiche e meno restrittive. L'intervento diretto del viceministro, tuttavia, segna un cambio di passo più netto e definitivo, allineandosi a quanto sollecitato in Parlamento attraverso un ordine del giorno presentato e accolto, che chiedeva espressamente l'eliminazione del paletto.

La posizione del governo e le prossime mosse del fisco

L'orientamento dell'Esecutivo, emerso nel corso di un confronto specialistico, punta dunque a restituire all'iperammortamento la sua originaria vocazione di strumento agile e senza confini, consentendo alle aziende di pianificare gli investimenti in beni capitali seguendo criteri di qualità e competitività, svincolati da logiche protezionistiche ritenute controproducenti. Parallelamente all'elaborazione di questo correttivo normativo, l'Amministrazione finanziaria si appresta a inviare circa 2,4 milioni di comunicazioni, un'attività ispettiva di routine che riguarda una pluralità di contribuenti e che procede autonomamente rispetto alla discussione sugli incentivi.

Le implicazioni per la transizione tecnologica

La rimozione del vincolo territoriale, se confermata nel testo definitivo, rappresenterebbe quindi non una semplice modifica tecnica, bensì una scelta di politica industriale chiara, volta a non isolare le imprese italiane dalle catene del valore internazionali in un momento cruciale per la transizione digitale e verde. Un approccio che, evitando di frammentare ulteriormente il mercato degli approvvigionamenti, riconosce la complessità delle scelte di investimento nelle tecnologie abilitanti, le quali spesso richiedono di attingere a un paniere globale di fornitori per essere realmente efficaci e all'avanguardia.

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