Strage in discoteca in Macedonia del Nord: fuochi illegali e mancanza di sicurezza
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Redazione Esteri
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Una serata di musica e divertimento si è trasformata in tragedia nella notte tra sabato e domenica a Kocani, cittadina a circa cento chilometri a est di Skopje, capitale della Macedonia del Nord. Nel locale Pulse, un capannone adibito a discoteca, un incendio divampato intorno alle tre del mattino ha causato la morte di almeno 59 persone, mentre oltre 150 sono rimaste ferite, alcune in condizioni critiche. Tra le vittime, molti giovani, alcuni minorenni, che avevano affollato il locale per assistere al concerto dei DKN, uno dei gruppi hip hop più famosi del Paese.
L’incendio, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato causato dall’uso illegale di fuochi d’artificio durante l’esibizione della band, che stava suonando “Avion”, uno dei loro brani più celebri. Le fiamme, alimentate dalla mancanza di adeguati dispositivi antiincendio, si sono propagate rapidamente, trasformando il locale in una trappola mortale. Il Pulse, che operava senza le necessarie autorizzazioni, era notoriamente sovraffollato: mentre i biglietti venduti ammontavano a meno di 250, si stima che all’interno del locale fossero presenti circa 1.500 persone, molte delle quali minorenni, nonostante la legge vieti la loro presenza dopo la mezzanotte.
La procura della Repubblica ha avviato un’indagine approfondita, annunciando che chiederà la detenzione a breve termine per dieci persone ritenute potenzialmente responsabili della strage. Tra gli indagati, secondo fonti ufficiali, ci sarebbero i gestori del locale e coloro che hanno autorizzato l’uso dei fuochi d’artificio. Il procuratore Ljupco Kocevski ha sottolineato che le prove raccolte finora indicano gravi negligenze nella gestione della sicurezza, aggravate dalla mancanza di controlli adeguati.
Il ministro degli Interni, Pance Toskovsky, ha fatto riferimento a un possibile giro di corruzione che avrebbe permesso al Pulse di operare senza licenza. «Questa licenza, come molte altre cose in Macedonia nel passato, è legata alla corruzione», ha dichiarato durante una conferenza stampa, lasciando intendere che il disastro potrebbe essere il risultato di un sistema di controlli inefficace, se non addirittura colluso.




