Un anno di prigionia per Kfir Bibas, il più giovane ostaggio a Gaza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Kfir Bibas, il volto simbolo della crudeltà senza remore dei progetti di sterminio del popolo ebraico, ha compiuto un anno nella prigionia a Gaza. La colpa: essere ebreo. La pena: non poter vivere, libero, amato, a casa sua, in Israele, con la sua famiglia. E non poter festeggiare il suo primo compleanno.

Rapimento e deportazione

Il 7 ottobre, i militanti palestinesi – di Hamas, della Jihad Islamica, e altri non associati ad alcun gruppo terroristico – hanno fatto irruzione armati nei Kibbutzim di confine, e hanno rapito 240 persone deportandole a Gaza. Non si sono fermati davanti a nessuno: che fossero o meno ebrei, israeliani, o adulti.

Separazione familiare

Kfir è stato rapito con il fratello e la mamma, divisi dal papà. È il più giovane tra gli ostaggi israeliani ancora in mano ad Hamas. Per lui e per tutti i prigionieri la comunità ebraica di Milano ha organizzato un flash mob.

Solidarietà a Milano

Tra i manifestanti anche il rabbino capo Alfonso Arbib. In Piazza dei Mercanti, palloncini colorati per richiamare i capelli di Kfir e del fratellino Ariel, 4 anni, rapito anche lui con i genitori oltre 100 giorni fa. Anche a Milano flash mob per Kfir, ostaggio di Hamas che compie un anno. Sul cartello la foto di un bambino. Si chiama Kfir, il 18 gennaio compie un anno, lontano da casa.

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