Borse europee divise, Milano tiene mentre il petrolio corre del 14%
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Redazione Economia
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Le Borse europee hanno chiuso in ordine sparso mentre il petrolio ha registrato un rialzo del 14% in una settimana, spinto dalle tensioni geopolitiche legate alla situazione nello stretto di Hormuz. I principali listini del Vecchio Continente hanno mantenuto un andamento prudente dopo i nuovi dati sull’inflazione negli Stati Uniti, risultata in rallentamento oltre le attese degli analisti. Piazza Affari ha mostrato una maggiore tenuta rispetto agli altri mercati, terminando la seduta con un lieve rialzo grazie al recupero registrato nella seconda parte della giornata.
Petrolio in rialzo e timori sull’inflazione condizionano i mercati
Il movimento del petrolio è stato uno degli elementi centrali della seduta, con il prezzo del greggio tornato sotto i riflettori dopo l’escalation delle tensioni in Medio Oriente. La ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran ha contribuito alla nuova spinta rialzista delle quotazioni energetiche, riaccendendo i timori legati agli effetti dell’aumento dei costi sulle dinamiche inflattive. Il petrolio ha superato gli 80 dollari al barile, mentre gli investitori hanno valutato l’impatto delle tensioni geopolitiche sui mercati finanziari europei.
Nonostante la pressione arrivata dal comparto energetico, le principali piazze europee hanno concluso la giornata con variazioni contenute. A pochi minuti dalla chiusura, il Ftse 100 di Londra ha guadagnato lo 0,23%, il Dax di Francoforte lo 0,20% e il Cac di Parigi lo 0,03%. Il quadro europeo è rimasto quindi caratterizzato da movimenti limitati, con gli operatori concentrati sia sull’evoluzione dei prezzi energetici sia sulle indicazioni arrivate dagli Stati Uniti sul fronte dell’inflazione.
Milano chiude positiva grazie al recupero del Ftse Mib
Piazza Affari ha registrato una seduta migliore rispetto ad altri listini europei, riuscendo a chiudere in lieve rialzo dopo una prima parte di giornata più debole. Il Ftse Mib finale è salito dello 0,10%, raggiungendo quota 52.862 punti. Sul mercato italiano hanno attirato l’attenzione soprattutto i titoli energetici, favoriti dal nuovo aumento del prezzo del petrolio e dalle conseguenze delle tensioni internazionali che hanno sostenuto il comparto.
Tra i temi osservati dagli investitori italiani è rimasto anche quello bancario, con la Banca centrale europea che ha selezionato 36 fornitori per il progetto pilota dell’euro digitale. Tra i soggetti coinvolti figurano UniCredit, Isybank, MPS, Banco BPM, Poste Italiane e Nexi, in vista dei test previsti dal 2027. Il settore finanziario si è quindi trovato al centro dell’attenzione insieme ai movimenti dei principali titoli quotati a Milano.
Inflazione Usa in rallentamento e attese sulla Fed
I mercati hanno seguito con attenzione anche il dato sull’inflazione statunitense, che a giugno è scesa al 3,5% rispetto alle attese degli analisti ferme al 3,8%. Il rallentamento del dato ha alimentato le aspettative di una Federal Reserve meno restrittiva nella gestione della politica monetaria. Wall Street ha aperto in modo contrastato, con l’indice S&P 500 che ha segnato un aumento dello 0,21%.
La giornata dei mercati è stata quindi segnata da due forze contrapposte: da una parte i segnali arrivati dall’inflazione americana, che hanno sostenuto le attese su una possibile riduzione della pressione monetaria, dall’altra il rialzo del petrolio causato dalle tensioni geopolitiche. Le Borse europee hanno reagito con cautela, mentre Milano ha mantenuto una posizione più stabile grazie al recupero finale e alla performance dei comparti maggiormente legati all’energia.




