Malattia X in Congo, un nuovo enigma per la scienza
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Redazione Salute
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La Repubblica Democratica del Congo, già duramente colpita dall'epidemia di Monkeypox, si trova ora ad affrontare una nuova sfida sanitaria: una malattia misteriosa che ha provocato almeno 450 casi e oltre 30 decessi, soprattutto tra i bambini al di sotto dei 5 anni. Nonostante la recente scoperta di una coinfezione da Plasmodium falciparum, vivax e malariae – agenti della malaria, malattia endemica in Africa – nell'80% dei pazienti colpiti dalla nuova malattia, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e i principali istituti di ricerca, come i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, sono ancora lontani dal comprendere appieno la natura di questa patologia.
La presenza di una coinfezione malarica, che giustifica la frequente coesistenza di quadri anemici nei pazienti, non è sufficiente a spiegare l'intera sintomatologia osservata. La situazione è resa ancora più complessa dalla possibilità che il virus del Congo, responsabile di questa nuova malattia, possa essere presente anche in Italia, dove sono stati registrati due casi, uno dei quali a Cosenza. L'Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza ha cercato di tranquillizzare l'opinione pubblica, ma la paura di un patogeno che ha già mietuto 70 vittime in Africa è palpabile.
I primi test effettuati su campioni di sangue prelevati dai malati hanno confermato la positività alla malaria nell'80% dei casi, ma si attendono ulteriori risultati per avere un quadro più chiaro. Il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che la situazione è ancora in evoluzione e che sono necessarie ulteriori indagini per identificare con precisione l'agente patogeno responsabile.
Matteo Bassetti, primario di malattie infettive al San Martino di Genova, ha espresso preoccupazione per la gestione della crisi da parte dell'OMS, definendola una "Waterloo" per l'organizzazione.




