Mina the Hollower, l’acclamazione della critica e i numeri di un lancio da record per l’erede di Shovel Knight

Mina the Hollower, l’acclamazione della critica e i numeri di un lancio da record per l’erede di Shovel Knight
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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’attesa, per certi versi, è stata persino più lunga di quanto il mercato dei videogiochi indie fosse abituato a concedere, ma i ragazzi di Yacht Club Games – lo stesso studio che un decennio fa aveva rivoluzionato il concetto di retro gaming con il fenomenale Shovel Knight – hanno finalmente rimesso piede sul campo di battaglia.

Con l’uscita ufficiale avvenuta oggi, 29 maggio, la loro nuova creatura, Mina the Hollower, non solo ha esorcizzato i fantasmi di uno sviluppo travagliato durato anni, ma si è letteralmente mangiata la concorrenza.

Ce lo raccontano i numeri, certo, ma soprattutto il fragore assordante di una critica internazionale che, all’unanimità, ha già incoronato questo titolo come il migliore dell’anno, almeno stando alla fredda matematica delle statistiche aggregate.

I voti e il verdetto delle piattaforme: nessuno aveva fatto meglio nel 2026

Chi ancora nutrisse dei dubbi sulla bontà di quest’opera, temendo magari che lo studio avesse “fatto acqua” dopo il successo del cavaliere azzurro, farebbe meglio a consultare l’archivio delle recensioni.

E il responso, in questo caso, è talmente unanime da assumere i contorni di un plebiscito: stiamo parlando di un titolo che veleggia verso una media di 93 su Metacritic e, cosa ancora più rara, tocca lo stesso identico punteggio (93/100) su OpenCritic con una quarantina di testate già al vaglio.

Questo dato, per chi ha familiarità con i meccanismi dell’industria, non è un dettaglio trascurabile; rappresenta anzi un’anomalia statistica se si considera la mole di recensioni prese in esame.

A scorrere l’elenco dei voti, si rimane abbagliati da una serie di 10/10 e 5/5 che farebbe invidia a qualsiasi tripla A: testate come IGN USA, DualShockers, TechRaptor, Cubed3 e Kakuchopurei gli hanno assegnato il massimo, mentre ai piani alti della classifica troviamo solo una manciata di 9.5 da parte di Rectify Gaming, WayTooManyGames e VDGMS.

La forbice si allarga leggermente verso l’eccellenza, con Gamer Guides che parla di 95/100, ma il consenso è talmente solido da aver scaraventato Mina the Hollower al primo posto nella classifica dei giochi con la media più alta dell’intero 2026, superando persino il mastodontico Forza Horizon 6. Un risultato, questo, che legittima la scelta strategica del prezzo.

Numeri di vendita e la scommessa dei 20 euro

Paradossalmente, però, l’acclamazione critica non è mai una garanzia assoluta di successo commerciale, e i ragazzi di Yacht Club lo sanno fin troppo bene.

E qui entriamo nel vivo del dato economico: secondo il report diffuso da Bloomberg e ripreso da Multiplayer.it, nella sola mattinata del giorno di lancio, Mina the Hollower ha venduto 55.000 copie su Steam. Un bottino ragguardevole, se si considera la natura “di nicchia” del prodotto, ma che andrebbe contestualizzato.

Per capirci, Shovel Knight ai suoi albori impiegò un’intera settimana per accumulare 75.

000 unità su tre piattaforme differenti; il nuovo nato ha quasi raggiunto quel traguardo in poche ore sul solo PC. Eppure, i toni provenienti dal fronte degli sviluppatori restano cautamente pragmatici.

Il co-fondatore Sean Velasco ha infatti un obiettivo ben più ambizioso nella mente – il milione di copie – altrimenti, come lui stesso ha ammesso, ne resterebbe amaramente deluso. Una parte fondamentale di questa strategia di penetrazione del mercato è legata al prezzo, fissato a soli 20,49 euro.

Un costo che, come spiegato in un’intervista, non è stato scelto a casaccio, bensì per replicare il modello vincente di un certo Hollow Knight (capace di piazzare 7 milioni di copie a quella cifra), ma anche per rispondere a una precisa richiesta degli utenti: rendere il gioco un’offerta imperdibile sin dal primo giorno, senza esitazioni.

Dal Game Boy Color ai riflettori: il respiro del retrogaming moderno

Ma cosa rende, oggettivamente, questo prodotto così speciale agli occhi di chi scrive di mestiere? Il segreto, probabilmente, sta nella sua anima duale.

Da un lato, c’è l’estetica volutamente “povera” e nostalgica, quella che strizza l’occhio all’era del Game Boy Color con una tavolozza di pixel curatissima; dall’altro, l’ispirazione dichiarata ai meccanismi più profondi del sottogenere dei “souls like” e delle avventure alla Zelda.

Yacht Club Games non si è limitata a fare un banale esercizio di stile: ha amalgamato la libertà esplorativa dei classici a 8-bit con una difficoltà calibrata e un combat system che, per molti recensori, ricorda persino certe atmosfere cupe alla Bloodborne.

Il titolo, originariamente svelato su Kickstarter dove aveva raccolto oltre un milione di dollari, è quindi disponibile su un parco macchine vastissimo: PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X/S, Nintendo Switch e la nuova console Nintendo Switch 2.

Nessuna piattaforma è stata esclusa, a testimonianza della volontà di raggiungere ogni tipo di pubblico, dal purista del PC al giocatore portatile. Un’operazione nostalgia, insomma, ma costruita con il rigore e la complessità dei prodotti moderni.

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