Fineco a piazza Affari, l'ipotesi del ritorno di fiamma di Unicredit
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Redazione Economia
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Il titolo di FinecoBank è finito sotto i riflettori a Piazza Affari in seguito alla diffusione di un'analisi del settimanale L'Economia del Corriere della Sera, che ha riacceso i riflettori su un possibile interesse di Unicredit per la banca digitale. L'azione ha segnato un rialzo intorno al 2% nella mattinata di lunedì 13 luglio, riflettendo l'entusiasmo del mercato per una operazione che, sebbene ancora lontana da qualsiasi formalità, riporterebbe in auge un dossier che sembrava ormai archiviato.
A trainare l'umore degli investitori è la prospettiva che il gruppo guidato da Andrea Orcel possa muoversi per rafforzare il proprio presidio nel mercato italiano dopo la complessa operazione su Commerzbank.
Le mosse di Orcel e il risiko bancario italiano
Secondo la ricostruzione del settimanale, il contesto che ha portato a riconsiderare le opportunità domestiche è legato alle recenti evoluzioni del panorama bancario italiano. La telefonata con cui l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, avrebbe informato Orcel dell'imminente offerta pubblica su Monte dei Paschi di Siena avrebbe rappresentato l'ennesima occasione mancata per Unicredit. Già in precedenza, il gruppo aveva dovuto rinunciare alla Popolare di Sondrio, finita nell'orbita di Bper.
Con il consolidamento di queste operazioni, le opportunità di crescita per linee esterne nel mercato domestico si sono progressivamente ridotte.
Parallelamente, Unicredit ha proseguito il suo rafforzamento in Germania, dove il 3 luglio ha raggiunto una partecipazione del 49,65% in Commerzbank. Nonostante l'impegno richiesto dal dossier tedesco, le fonti citate dal Corriere indicano che Orcel non avrebbe completamente accantonato le ambizioni italiane. La presenza di un buffer patrimoniale consistente, con un Cet1 ratio post-operazione stimato intorno al 12,5% a fronte di un requisito BCE del 10,2%, offrirebbe a Unicredit lo spazio finanziario per valutare ulteriori acquisizioni.
Fineco e il fascino del "ritorno al futuro"
Tra le alternative individuate dal settimanale, che includono anche Banca Generali e Banco Bpm, l'ipotesi Fineco è definita la più intrigante. L'operazione rappresenterebbe, come è stato scritto, un vero e proprio "ritorno al futuro" per Unicredit: la banca digitale è stata infatti una partecipata del gruppo fino al 2019, quando l'allora amministratore delegato Jean Pierre Mustier cedette la quota residua del 35,1% per circa 2,1 miliardi di euro, nell'ambito di una strategia di rafforzamento patrimoniale.
Oggi, una partecipazione analoga varrebbe oltre 4,8 miliardi, considerando che Fineco capitalizza circa 14 miliardi di euro, a testimonianza del valore che il mercato attribuisce al suo modello di business.
La banca guidata da Alessandro Foti si presenta come una public company priva di un azionista di riferimento, fattore che potrebbe teoricamente facilitare un'operazione di acquisizione rispetto ad altri istituti caratterizzati da azionariati più complessi. Il modello di business di Fineco, che combina una piattaforma digitale avanzata, un'offerta nel wealth management e una rete di consulenti altamente produttiva, è considerato strategico in un momento in cui la raccolta del risparmio gestito è al centro delle attenzioni delle grandi banche.
Un eventuale rientro nell'orbita Unicredit consentirebbe al gruppo di rafforzare la propria presenza in questo segmento e di ridurre la dipendenza da partnership esterne per la gestione del risparmio.
Le sfide di un'integrazione e il supporto degli analisti
Non mancano tuttavia le criticità che rendono un'operazione complessa. Il principale nodo da sciogliere riguarderebbe l'integrazione tecnologica: Fineco dispone di una piattaforma informatica sviluppata internamente, considerata uno dei suoi principali punti di forza ma al contempo un sistema difficile da integrare con le architetture esterne. A ciò si aggiunge la valutazione economica dell'operazione, che richiederebbe un impegno finanziario notevole per una società dalla capitalizzazione di Borsa elevata.
Nonostante le incertezze, le indiscrezioni sono state accolte favorevolmente dagli analisti. Banca Akros ha confermato il rating "Accumulate" su Fineco, con un prezzo obiettivo di 24 euro, sottolineando che queste voci rappresentano un elemento di sostegno all'appeal speculativo del titolo. Al momento, da Unicredit indicano che qualsiasi iniziativa appare prematura, a causa dell'impegno ancora richiesto dal dossier Commerzbank.
Tuttavia, la capacità dimostrata da Orcel in passato di gestire più operazioni contemporaneamente e il progressivo restringimento delle opportunità nel mercato italiano tengono aperta una finestra su uno scenario che potrebbe ridisegnare gli equilibri del settore bancario.




