Fineco, il titolo vola a Piazza Affari sul ritorno di fiamma di Unicredit

Fineco, il titolo vola a Piazza Affari sul ritorno di fiamma di Unicredit
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il riaccendersi delle ipotesi su un possibile ritorno di fiamma di Unicredit per Fineco fa schizzare il titolo della banca digitale a Piazza Affari, dove in apertura di seduta guadagna oltre il 2%, toccando quota 23,33 euro e collocandosi ai massimi degli ultimi 52 settimane. L'indiscrezione, rilanciata dal settimanale L'Economia del Corriere della Sera, è che il ceo di Piazza Gae Aulenti, Andrea Orcel, stia valutando l'idea di riportare Fineco nell'orbita del gruppo, un'operazione che segnerebbe un clamoroso "ritorno al futuro" dopo la cessione dell'istituto nel 2019.

Il mercato ha accolto con favore la possibilità, spinto anche dal parere positivo degli analisti di Banca Akros che hanno confermato il rating "Accumulate" su Fineco con un prezzo obiettivo di 24 euro.

Il dossier Fineco e il risiko bancario

Secondo la ricostruzione del Corriere, mentre Unicredit è ancora impegnata nel lungo iter regolamentare per il consolidamento del controllo su Commerzbank, dove la scorsa settimana ha portato la propria partecipazione al 49,65%, Orcel non avrebbe affatto rinunciato a guardare al mercato italiano.

La finestra di opportunità per le grandi operazioni di consolidamento in Italia si è però progressivamente ridotta: già nel 2025 Unicredit ha visto sfumare la possibilità di intervenire sulla Popolare di Sondrio, finita nell'orbita di Bper, mentre pochi giorni fa è stata Intesa Sanpaolo a mettere le mani su Monte dei Paschi con un'opa. Con un Cet1 ratio post-operazione Commerzbank stimato intorno al 12,5%, a fronte di un requisito minimo BCE del 10,2%, Unicredit disporrebbe tuttavia del margine patrimoniale sufficiente per valutare ulteriori acquisizioni.

Tra i potenziali obiettivi figurerebbero Banca Generali e Banco Bpm, ma il dossier ritenuto più intrigante è proprio quello legato a Fineco.

Un "ritorno al futuro" dopo la cessione del 2019

Un eventuale ritorno di Fineco sotto l'ombrello di Unicredit avrebbe un forte valore simbolico. Fu proprio la banca guidata allora da Jean Pierre Mustier a quotare l'istituto nel 2014 per poi procedere con la progressiva dismissione della partecipazione, fino alla vendita dell'ultimo 35,1% nel 2019 per 2,1 miliardi di euro, una decisione presa nell'ambito di una strategia di rafforzamento patrimoniale che lo stesso Orcel non ha mai nascosto di ritenere poco lungimirante. Ai prezzi di Borsa di oggi, con Fineco che capitalizza circa 14 miliardi di euro, quella quota varrebbe oltre 4,8 miliardi.

L'istituto guidato dall'amministratore delegato Alessandro Foti, del resto, si presenta oggi come una public company senza un azionista di riferimento, un modello che potrebbe rendere più agevole un'eventuale operazione di acquisizione rispetto ad altri target. Fineco ha consolidato il proprio ruolo di piattaforma leader nella consulenza finanziaria e nell'equity trading, forte di un modello digitalizzato, di una clientela patrimonialmente evoluta e di una rete di oltre 3.

100 consulenti, e ha chiuso il 2024 con un utile netto record di 652,3 milioni di euro e masse in gestione in forte crescita.

Il nodo dell'integrazione e la reazione del mercato

L'operazione presenterebbe tuttavia anche alcune criticità, a partire dal tema dell'integrazione tecnologica: la piattaforma informatica di Fineco, sviluppata internamente e considerata uno dei principali punti di forza della banca, risulterebbe complessa da integrare con le architetture di Unicredit. Resta poi il tema della valutazione economica, con l'elevata capitalizzazione di Borsa che rende l'operazione potenzialmente onerosa.

Le indiscrezioni, peraltro, arrivano in un momento in cui tutte le energie del management di Piazza Gae Aulenti sono assorbite dal dossier tedesco, tanto che il Corriere stesso definisce "prematura" qualsiasi iniziativa concreta. Il mercato, intanto, ha già premiato Fineco, mentre il titolo Unicredit ha segnato un leggero calo, a testimonianza della cautela degli investitori rispetto ai possibili costi di un'acquisizione e alla complessità della sfida integrativa.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.