Aeroporto di Catania, voli bloccati per una gru: caos e ritardi prima della ripresa
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Redazione Interno
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L’aeroporto di Catania, uno dei più trafficati del Sud Italia, è rimasto paralizzato per diverse ore a causa di una gru posizionata lungo le direttrici di atterraggio e decollo, rendendo impossibile garantire le condizioni di sicurezza per la navigazione aerea. La decisione di sospendere i voli, annunciata dalla società di gestione dello scalo, è stata presa dopo che gli ostacoli – collocati a ovest della pista per i lavori di prolungamento curati da Rfi – sono risultati incompatibili con le operazioni di volo.
La chiusura, iniziata nelle prime ore del mattino, ha provocato una catena di disagi, con decine di voli cancellati o dirottati verso altri aeroporti. Solo verso le 9, dopo la rimozione dell’attrezzatura, lo scalo etneo ha potuto riprendere gradualmente le attività. Il primo a decollare è stato un volo Lufthansa diretto a Monaco, seguito da quello di Aeroitalia per Roma, originariamente previsto alle 6:55 e partito con quasi tre ore di ritardo. A subire le conseguenze del blocco anche i passeggeri dei voli Wizz Air, Ryanair e ITA Airways, costretti ad attendere il via libera delle autorità aeroportuali.
Il primo atterraggio, invece, è stato quello di un Volotea proveniente da Verona, arrivato con tre minuti di anticipo grazie alla temporanea assenza di traffico nei cieli siciliani. Stessa sorte per un Eurowings in arrivo da Dusseldorf, atterrato anch’esso prima dell’orario previsto. Nonostante questi casi isolati, la maggior parte dei collegamenti ha accumulato ritardi significativi, mettendo a dura prova la pazienza dei viaggiatori e congestionando un terminal già sotto stress.
La responsabilità dell’incidente, come precisato dalla stessa gestione aeroportuale, non è imputabile alla società che amministra lo scalo, bensì alla presenza della gru lasciata nel cantiere notturno. I lavori, parte del progetto di ampliamento della pista, hanno esposto una criticità nella pianificazione delle operazioni, sollevando interrogativi sui controlli preventivi.
La situazione, seppur risolta in poche ore, riaccende i riflettori sulle fragilità infrastrutturali degli aeroporti italiani, spesso alle prese con interventi di ammodernamento che finiscono per intrecciarsi con l’ordinaria operatività. Quella di Catania, del resto, non è la prima volta che deve fare i conti con intoppi simili: già in passato, ritardi e sospensioni hanno caratterizzato i periodi di lavori, lasciando poco margine per gestire imprevisti.




