Jashari si prende il Milan: "Con Modric posso giocare a due. Allegri? Preferisco Amorim"
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Redazione Sport
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Il Milan di Ruben Amorim comincia a prendere forma e, tra i segnali più incoraggianti emersi nell'ultima amichevole estiva, c'è senza dubbio la prestazione di Ardon Jashari. Lo svizzero, classe 2002, ha letteralmente guidato il centrocampo rossonero nella vittoria per 4-2 contro il Manchester United, fornendo una prova di sostanza e personalità che potrebbe avergli definitivamente aperto le porte di una maglia da titolare.
Dopo una prima stagione in Italia segnata da un grave infortunio e da un minutaggio ridotto ai minimi termini, il centrocampista ex Bruges sembra aver trovato nel tecnico portoghese l'interprete giusto per rilanciare la sua carriera.
La grande prova contro lo United e le parole di Jashari
Contro i Red Devils, l'ex Bruges ha messo in mostra tutte quelle qualità che avevano convinto la dirigenza rossonera a investire su di lui: una regia di alto livello, capacità di dettare i tempi e, cosa non da poco, un'intensità nel pressing che ha esaltato le caratteristiche del calcio voluto da Amorim. Se non è stato eletto migliore in campo, il merito è solo delle prodezze di Gonçalo Ramos e di Samuel Chukwueze, che hanno risolto la sfida con giocate di pregevole fattura.
A fine partita, lo stesso Jashari ha parlato ai microfoni, chiarendo il suo rapporto con il tecnico e le sue ambizioni per il futuro. "Amorim? Mi piace. Dopo le vacanze ho sempre energie nuove e, anche se è presto per capire tutto del suo gioco, in questi pochi giorni di lavoro mi sono già fatto un'idea", ha dichiarato il centrocampista, dimostrando una maturità tattica che va oltre la sua giovane età.
L'addio ad Allegri e la rivoluzione in panchina
Le parole di Jashari acquistano un peso specifico ancora maggiore se lette alla luce degli ultimi, turbolenti mesi di gestione tecnica. Il riferimento ad Allegri, infatti, non è casuale: la scorsa stagione si era chiusa con un'esclusione dalla Champions League che aveva scatenato l'ira della proprietà, portando a un epilogo traumatico.
Il club, con una nota ufficiale, aveva comunicato l'esonero di Massimiliano Allegri e la risoluzione dei contratti con l'amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore sportivo Igli Tare e il direttore tecnico Geoffrey Moncada, definendo il finale di campionato come un "fallimento inequivocabile". Una vera e propria rivoluzione, che ha spazzato via l'area tecnica e dirigenziale per fare spazio a un nuovo corso, affidato proprio a Ruben Amorim.
Un centrocampo a due con Modric: la soluzione tattica di Amorim
La domanda che ora circola tra i tifosi e gli addetti ai lavori riguarda l'effettivo ruolo di Jashari all'interno del nuovo scacchiere tattico. Il diretto interessato ha fugato ogni dubbio, dichiarando la propria disponibilità a giocare in un centrocampo a due, fianco a fianco con Luka Modric. "Con Modric, nella partita contro l'Inter, ho potuto fare dei movimenti in cui mi sono trovato bene", ha spiegato lo svizzero, sottolineando una sintonia che potrebbe rivelarsi decisiva per il prosieguo della stagione.
La possibilità di vedere Jashari e Modric agire insieme in mediana rappresenta una soluzione tattica affascinante, che permetterebbe di alternare fisicità e qualità nel cuore del gioco. Amorim, del resto, sta cercando di trasmettere alla squadra la sua idea di calcio, fatta di intensità e pressione alta, e Jashari sembra il perfetto interprete di questa filosofia, come dimostrato dai due recuperi che hanno portato al gol di Chukwueze.
Verso l'inizio del campionato tra conferme e ultimi ritocchi
L'inizio del campionato si avvicina e la vittoria contro il Manchester United, seppur in un contesto amichevole, ha fornito indicazioni preziose. La prestazione di Jashari, in particolare, è stata una piacevole sorpresa per Amorim, che potrebbe aver trovato il vice-Modric ideale per gestire l'usura di una lunga stagione. Lo svizzero ha dimostrato di aver recuperato appieno la forma fisica e mentale dopo il grave infortunio al perone dello scorso anno, convincendo il tecnico a puntare su di lui.
"Ogni giorno in cui siamo insieme, negli allenamenti e nelle partite, possiamo migliorare delle cose", ha aggiunto Jashari, evidenziando il clima di lavoro positivo che si respira a Milanello. La sfida ora, per Amorim, sarà quella di integrare al meglio tutte le pedine, a cominciare proprio dal suo nuovo centrocampista, per presentarsi al via del campionato con un'identità di gioco chiara e riconoscibile.
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